18/12/2009

Ci sono almeno tre costanti in questa bella prova dei Kif: l'incisività, la semplicità e l'uso sopraffino della voce. "E' pericoloso perdersi" brilla per la potenza dei riff di chitarra, come nel centratissimo brano d'apertura "La tua strada", la tendenza rarissima a non strafare ma a portare avanti un discorso di rispetto verso una tradizione rock che non si distingue per una particolare originalità compositiva ma reinterpreta egregiamente tutte le regole del gioco. I testi sono ben strutturati e interpretati: lo dimostrano "Il bivio" e la curiosa "Inganni", brano di matrice acustica che spezza esattamente a metà il disco. Continuando su questo binario il viaggio dei Kif è anche quello del rock delle citazioni classiche, come il riffone quasi hendrixiano di "Sotto la superficie", e sorprende l'inserimento esperto di dissonanze qua e là. La sezione ritmica è sempre pulita e mai ingombrante, il giusto sostegno a queste potenti chitarre. Insomma, i Kif hanno un tiro da paura.

Un discorso a parte merita la voce di Luca Cappelli: alcuni momenti ricorda Pau dei Negrita, ma alla sua riconoscibilità di cantante italiano si contrappone una maniera propria di dominare il brano, e l'uso frequente dei cori sostiene senza mai risultare eccessivo. Talmente gradevole da rischiare di rubare la scena agli altri. Il risultato finale è un solido disco di rock italiano, trattato con decisione e un'ottima conoscenza della materia.

Alcuni episodi sono leggermente minori, come "L'ultima notte", che fatica un po' ad aprirsi, o "Quel che vuoi", che si lascia andare ad un assolo di chitarra un po' sguaiato, ma i Kif sono equilibrati e consapevoli e tutti i pezzi trasudano un grande amore per le cose semplici e ben fatte. Francamente, nel quadro generale della penisola attraversata da una certa tendenza all'altezzosità e alla ricerca dell'originalità a tutti i costi, fino a forme talmente estreme da risultare ridicole, la schiettezza e la genuinità che mi sembra di intravedere nei Kif è necessaria a ripulirci un po' le orecchie e a ricordarci che alle volte le idee non troppo complesse sono le più efficaci. Un applauso di cuore.

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