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RECENSIONE
14/01/2000 di Massimo Del Papa

Quando uno sta ascoltando "il disco della Di Marco", e sul cellulare gli compare il messaggio: "Mi scrivi qualcosa sul disco della Di Marco?", significa che è una questione di Karma, che non puoi scappare. Eccomi.

Dunque: Trama Tenue è uno dei dischi italiani dell'anno appena concluso; e ci dispiace per gli altri, sia intesi come dischi, sia intesi come ascoltatori/commentatori che non l'hanno capito. L'album di Ginevra Di Marco è un piccolo gioiello di tre quarti d'ora dove le emozioni non smettono mai di rincorrersi, trasportate dalla voce bella, limpida e ardita della nostra.

Basta "entrare" nel Canto di accoglienza che introduce l'album per accorgersi che sta succedendo qualcosa: la ballata parte sommessa, quasi esitante, per poi fluire maestosa come una cascata, si dilata disperata e solenne in un intreccio di dolcezze metalliche (sia lode a Massimiliano Gambinossi e Davide Della Monica, chitarristi, e a Francesco Magnelli, deus ex machina). Alcuni hanno voluto distinguere le cose lente, presumendole riuscite, da quelle più mosse, e però meno ispirate: storie, è un disco tutto ispirato, dove le chitarre la fanno da padrone, dove i battiti basso-batteria sono a volte ossessivi ma mai astrusi, ordinati ma mai banali, dove c'è un pizzico di Björk e una noce di Alice, se volete, dove c'è claustrofobia e inattese aperture, ma comunque dove la musicalità, intesa come l'arte di creare armonie suggestive, d'inventarsi atmosfere, non viene mai meno.

"Donna nera in un mare di bianco" la Di Marco, che con voce di raso - e perdonatemi la banalità, perché in questo caso non è tale, è verità - riesce a far sembrare semplici cammei, in definitiva, le presenze di Cristiano Godano, di Max Gazzè, di Gianni Maroccolo e di altri amici (suoi e nostri) sparsi qua e la' nel disco. Un disco che "c'è", questo della Di Marco, c'è, e tiene compagnia. Ti ci affezioni, finisci per amarlo quando scorre il sogno raffinato della title-track, la visione inquietante di "3", il dolore placido, appena ansioso di Voci di richiamo, l'inquietudine disturbata di Lilith. E un sacco di altre cose. Ma sì: Ginevra e  Cristina (Donà) sono le mie donne dell'anno. Basta che non lo diciate alla mia fidanzata…

Tracklist

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Commenti (16)
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  • enrico berton 18/01/2007 ore 09:47

    Bene c'è qualcuno de coccio...allora...
    il recensore si lamenta per l'"inattualità" del disco,per la scrittura "didascalica"...il recensore non ha capito che questo è un progetto fatto insieme alle istituzioni marchigiane e alla c.i.a. ,sul tema delle marche e la sua terra... CAPITO????
    ma ci siete o ci fate?

    > rispondi a @lerry
  • Faustiko Murizzi 18/01/2007 ore 10:30

    genio! ...doppio genio!! ...genio coi fiocchi!!!

    > rispondi a @faustiko
  • Marco Villa 18/01/2007 ore 14:11

    l'inattualità per me è un concetto positivo. purtroppo il disco NON è inattuale perchè è didascalico e retorico, di maniera. questo punto e il fatto che il disco sia un concept mi pare siano cose che emergono in modo chiaro dalle prime righe della recensione.
    non capisco quindi le tue puntualizzazioni.
    al di là del fatto che nel sito dei gang e nella cartella stampa questo viene presentato come "il nuovo disco dei gang" (e non come "un progetto collaterale in attesa del nuovo album"), il fatto che sia un disco realizzato con quelle associazioni è forse una scusante per il fatto che non sia venuto bene? poteva essere un disco meraviglioso "sul tema delle marche e la sua terra", invece secondo me non lo è. era obbligatorio elogiarlo perchè parla di certe tematiche? perchè in tal caso è lo stesso discorso di chi vuole salvare "the passion" solo perchè parla di cristo.

    > rispondi a @quid
  • Marco Villa 18/01/2007 ore 15:34

    bravo! imparato il copia & incolla?

    > rispondi a @quid
  • enrico berton 18/01/2007 ore 18:40

    oo almeno tu hai delle argomentazioni!
    rispetto il tuo parere,e i tuoi gusti,se il disco non ti piace
    è sacrosanto il tuo diritto di scriverlo.
    ma la recensione è... sbagliata!!
    io sottolineo il fatto che questo è un progetto delle istituzioni per far capire che il disco andava fatto così!è ovvio che si rimandi allo stile dei Gang!!è evidente,se ci sono pezzi già editi...
    poi la canzone dei mercanti di liquore sui fratelli cervi del 2004...e quella dei Gang del 1995??? chi copia chi? (se si tratta di copiare)poi il termine agghiacciante lo trovo offensivo!
    e avrei anche altri motivi ma sarei troppo lungo...
    cmq rispetto la tua opinione!
    ciao

    > rispondi a @lerry
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