Kobayashi [Toscana] In absentia 2009 - Strumentale, Indie, Alternativo

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La profondità della terra si esprime attraverso sostanze volatili che si disperdono nell'aria come fragranze corpose e dense, l'impatto del suono è totalizzante, ipnotico ed essenziale; "Air Motel" apre con una promessa di postrock diffuso che culla nella notte, tra le corde tese di strumenti che si preparano all'attacco o alla dolce resa del sonno, dolcezza sulfurea e piccante brivido, la mente è in sospeso tra l'attesa e l'attenzione. Le chitarre fanno il resto, al sapore di impalpabile vaniglia o soffocate e corrosive come in "Lei non sa chi sono io", tra le lenzuola amorose del violoncello o sostenute da puntelli incisivi di elettronica; il basso irrompe in "Détournement" quasi fossimo in piena new wave, ricco di una batteria tempestiva e scaltra, e raffinati accorgimenti di psichedelia che introducono nuovi colori e scale variabili, scale da percorrere in più sensi e variabili da tenere costantemente d'occhio, perché i generi si mescolano con incredibile gusto e il mood muta senza soluzione di continuità da cremoso a liquido a rabbioso, segue il sassofono e abbandona le percussioni poi, per tuffarsi nella tentazione di "Vendramin", introspezione e tumulto intimista che esprime i terremoti dell'animo. Nato come sonorizzazione di un'opera di Antonio Pelliccia, "In absentia" è un lavoro ricercato e bello, in grado di coinvolgere pienamente con i suoi molteplici esperimenti sonori, le sorprese e gli espedienti, l'acuto e il rettilineo: quaranta minuti di eleganza stilistica e abili rivelazioni, un ascolto semplicemente delizioso.

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La recensione In absentia di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-03-16 00:00:00

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