17/12/2009

Geometria solida fatta di spigoli e corposa ruvidità, il tatto è essenziale per muoversi tra le superfici affatto levigate di un giorno freddo che si apre con i Pankow. Lo spessore acido e profondo e cupo di suoni industrial che attraversano ipnotici e crudi gli anni, modernità e nostalgia del pre e del post in questa epoca che è piuttosto un limbo. Degli assaggi di elettronica spinta e dell'assai-dopo-post-punk, dalla scena tedesca ai fondamentali inglesi, dai Kraftwerk per la sofisticata interpretazione del rumore ai D.A.F., e ai Joy Division per l'innescamento di meccanismi di pura rivoluzione musicale, la pulizia nel caos e il caos in un panorama italiano che, negli anni ottanta, languiva nel melodico e ignorava l'ebm. Raccolta di rarità, inediti e perle datata 1997, "Wodka, erdbeeren und weitere katastrophen" torna a sorprenderci in versione digitale con il suo incredibile mood contemporaneo, l'eclettismo e un sapore denso di passato contaminato dal futuro, i ballabili e le provocazioni, trappole oscure e coinvolgimento assoluto. Un lavoro da ascoltare con cura e assimilare col tempo, intenso di umore nero e sperimentazione, ricco e seducente, geometrico e ruvido e essenziale.

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La recensione Pankow - Recensione - Wodka, erdbeeren und weitere katastrophen di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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