20/04/2010

Ilaria Becchino e Andrea Biscaro sono giovani, più o meno quanto me. Siamo una generazione che ha conosciuto il mondo delle miniere per vie traverse, attraverso racconti scolastici, immagini stereotipate di uomini dai volti sporchi di carbone e fuliggine, fotogrammi hollywoodiani in bianco e nero. Però la realtà è un'altra e nemmeno poi così lontana nel tempo. Il duo toscano con fare indagatorio compie una ricerca premurosa tra ritagli di giornale e la ricostruzione di un percorso fotografico d'epoca, tutto volto alla realizzazione di un concept album dai toni ben poco aleatori e decisamente concreti. L'argomento è insolito, ci si sporca le mani letteralmente e i due sono abili a portare a compimento un lavoro sulla memoria in modo sincero e non pretenzioso, per non dimenticare il minatore ma senza portare la sua figura agli eccessi di vittimismo o eroismo. Voci calde e posate tra canto e racconto accompagnano nella scoperta di un mondo non conosciuto come si dovrebbe, il contenuto popolare è veicolato attraverso una forma di taglio folk che si rivela eccelsa con l'utilizzo in piena armonia di fisarmonica, clarino e contrabbasso. Accanto alla rilettura originale di un canto popolare, quattordici inediti formano un'antologia completa dal forte effetto celebrativo che vanta con onore il contributo di autori autorevoli come Erri de Luca, autore di "Carbone". L'intento pedagogico condotto con sensibilità e con una dose vitale di buona musica aiuta a non dimenticare.

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