15/01/2010

C'è aria di neve ma il cielo è stellato, blu su blu tra il luccichio di infinite capocchie astrali piccole e nitide e l'approssimarsi dell'alba glaciale, l'universo in inverno mi sembra più stretto, come se dovesse coprirti di più. Rimane lo spazio per ballate pop e ragionamenti da passeggio, per una morbidezza da marshmallow distesa tra sound britannico e occhiate fugaci, gli approcci e gli abbandoni, l'intermezzo e il compimento, i Coldplay elastici e riservati, e i Travis allegramente pensosi di pensieri tristi, e i Beatles eternamente e semplicemente giovani e carini, l'attenzione distribuita un po' ovunque, la giusta cura, giocherellare e tornar seri. "Sick of you" e "Britpop lovers" per sorridere davvero anche quando piove, "Bitter" cesellata da archi romantici, "Tonight goodbye" è la testa inclinata alla fine del giorno, tra i perché e i tanto ormai, per vedere chi c'è sulla porta, oltre, o lontano. Non chiederò di più, i Pipers sono gentili nell'avvicinarsi e poi andare via, ospiti graditi e composti per un aperitivo sereno guardandosi negli occhi e guardando intorno nella dolcezza diffusa nel panorama che distilla impareggiabili scorci: ascolto da amaca al sole o piuttosto seduto sotto l'ingresso della scuola a raccogliere i tuoi venti o trenta o quarant'anni di riflessioni inutili però belle.

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La recensione Pipers - Recensione - No one but us di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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