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album Get the sky's signs tonight - Iris' tea

recensione Iris' tea Get the sky's signs tonight

2009 - Pop, Electro

RECENSIONE
25/02/2010

Quando una composizione diviene assorbente come una spugna. Captare i segnali, le schegge di un'aria che desideri conoscere. Racchiudere in note la complessità che ti circonda, avere la voglia di raccontare.

Gli Iris'tea sono tre ragazzi di Aversa, provincia di Caserta, città nota per un vecchio manicomio, ma anche per essere il cuore di una zona ad alta densità criminale, la culla dei Casalesi. Capita a tutti noi di cercare qualcosa che alimenti la fantasia, trovarla nei ricordi, nella rabbia, nella semplice volontà di evasione. Volare come ascoltare, oltrepassare i confini. Passeggiare tentando di vedere immagini diverse, contare le stelle, captando i segnali che vengono dal cielo. Ottenere risposte diverse da quelle subite per tutta la vita. Tratteggiare i contorni della nostra quotidianità, raccoglierli, incastrarli come in un puzzle. Tutto ciò ha alimentato la nascita di una scena indie molto interessante, che ad Aversa cresce ed è presente: Il Cielo di Baghdad su tutti, ma non solo.

"Get the sky's signs tonight" mette in luce gli aspetti più affascinanti, cristallini, delle potenzialità espressive elettroniche: la voglia di evocare, la descrizione. Il plasmare la realtà, rendendola immaginario. Sogno. Un album intarsiato di luci: cosmiche, al neon, solari, lunari. Schegge elettromagnetiche. Elettronica di ogni epoca: dai Tangerine Dream ("Go") a Four Tet ("Oven"), passando per Lemon Jelly, Depeche Mode e Notwist, riferimenti presenti ma mai ingombranti.

Quando i paesaggi nebbiosi dei Giardini di Mirò divengono con il tempo scuola e formato per tutti, scatola per incamerare le sensazioni di un luogo spesso oscuro e misterioso. Dove la rara ed estemporanea foschia nasconde le brutture di una terra stuprata, rimane solo il ricordo dei nonni, la beffa della modernità, nella sua immagine più brutale e patologica. L'ansia impressionista.

Una leggerezza che diviene arte, l'astratto che diviene una sinfonia incrollabile. Un'alchimia capace di incantare e stupire. Una dimostrazione di personalità notevole per un esordio. Reagire a Gomorra senza declinare rime hip-hop è possibile. Chapeu.

Tracklist

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