21/01/2010

Una bomba che esplode tra la brina corposa del risveglio, un attacco frontale all'occhio spento e volatile che cerca motivazioni davanti allo specchio, mentre tenti vanamente di sistemarti i capelli riottosi che non stanno né su né giù, quasi quasi li tagli e la facciamo finita. Il sapore dissonante di dentifricio e caffè amaro si scioglie lentamente in un gusto deciso e buono, in note accattivanti che sanno prenderti e trascinarti in dimensioni che, al momento, ti sembrano proprio lontanissime. E' psichedelia disarmante che attraversa veloce la colonna per ogni vertebra e si lancia sui piedi gelidi che cominciano a scaldarsi, è una jam, è jazz, è wow, è un insieme di vibrazioni che fanno centro, il calore diffuso tra i vetri ghiacciati, un beverone iperproteico che sostituisce un pasto completo, una corsa tirata per riattivare la circolazione. Esecuzioni limpide e leggere tendono poi a un ordinato caos, l'introversione e la passione, uno e ognuno, il complesso e il compiuto; il suono riempie inarrestabile ogni angolo come un'improvvisa invasione di stimoli benevoli, tra i Julie's più neri e i milletinte Mariposa che, in uno straordinario crescendo, confezionano un divertimento musicale degno di molteplici ascolti, shakerando in "Sombrero mescalero", reinventando le composizioni di Miles Davis e omaggiando la cupa New York di Jena Plissken, con determinato piglio e notevole personalità: un lavoro caldo e pronto all'uso, per affrontare il rigido inverno con maggiori risorse.

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La recensione Split - Recensione - Concerto grosso (Mariposa & Julie's Haircut) di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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