22/12/2009

Dinamite giovani freschi assurdi prendili e mordili! Gli Heike has the Giggles e il loro atteso album di debutto "Sh!" diventano cantare davanti allo specchio mentre ti lavi i denti e lo spazzolino magicamente inizia a brillare e diventa un microfono. I vicini che urlano di abbassare il volume, eccheccazzo, e allora facciamo davvero esplodere tutto, pareti mobili soffitti e casse. Che qua i riff di chitarra non solo ti entrano in testa, ma la trivellano proprio e ci fanno entrare tutta la voglia di avere ventanni. Per sempre e ancora.

Heike inizia ad avere la ridarella più di tre anni fa, in un giorno di settembre a Solarolo, Romagna. Da allora il trio Emanuela Guido Matteo di strada ne ha fatta e parecchia: due demo, moltissimi concerti, alcuni in apertura ad artisti del calibro di Arctic Monkeys, Wombats, Futureheads, Tricky. Carichi di vogliadifare, di vogliadisuonare. Resta da chiamare gli amici, spegnere le luci, tirare dentro pezzi come "Communatio loci", dove il funk esplora tutte le vie del mondo, e saltare insieme a Joe Jackson che fa l'occhiolino a "The bride", al garage di "Breathe". "Too many Dj's" e il mondo gira, è tutto colore, luci, gente che elude la legge di gravità, mani in aria. Emanuela, gran carisma, canta forte e sulla sua chitarra dà colpi duri. Non di plettro, ma di giovinezza. Perchè siamo giovani e vivi e stanotte ci va di sudare.

Prendiamo questa miscela briosa e nervosa/nervosissima di Arctic Monkeys e di Be Your Own Pet. Il trucco c'è e si vede: qualcosa di simile, di familiare in ogni pezzo del disco, che corre uniforme e dritto. Le pause sembrano attimi in cui si riprende il respiro e poi di nuovo via, come in un'unica corrente alternata che non cambia mai vibrazione. Ed è un peccato, perché lasciare la strada vecchia per quella nuova a volte ripaga. Ma gli anni sono ancora pochi, nonostante la cartina tornasole abbia già dato ottimi risultati. E allora basta lavorarci. Basta avere voglia di sbattere in faccia a tutti la sacrosantissima verità: noi giovani siamo ancora pronti a detonare in diecimila direzioni diverse. Basta crederci.

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La recensione Heike Has The Giggles - Recensione - Sh! di Paola Cantella è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

Commenti (33)

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  • effepunto 02/02/2010 ore 15:24 @effepunto

    il 24 marzo al Magnolia
    Kiss This! Brucia

  • Wolly 09/02/2010 ore 15:29 @lello128

    Ho ascoltato solamente Robot, sembrano i green day.

  • Alessandro Formenti 09/02/2010 ore 16:25 @doclive

    Vengo con te Mickhy venerdì :)

  • Lorenzo Cardi 09/03/2010 ore 11:23 @psilore

    Ho avuto l'occasione di vederli suonare qualche sera fa e li ho trovati davvero interessanti, concerto decisamente godibile.
    Volendo scavare, mi trovo d'accordo anche con alcune critiche che ho letto nei commenti precedenti.
    A mio avviso il punto di forza del gruppo è sicuramente Emanuela: bellissima voce, chitarra semplice ma efficacissima, precisa e tagliente, presenza sul palco notevole, attitudine ammaliante.. devo ammettere che raramente mi è capitato di restare così impressionato.
    Forse questa dovrei risparmiarmela, ma.. è esattamente l'elemento che ho sempre bramato per il mio gruppo, e che ho cercato invano per 10 anni :( mentre la vedevo suonare non riuscivo a sopprimere questo pensiero, anche perché al di là delle sue indubbie doti ce la vedrei strabene anche come stile in generale.. e in tal senso conoscerla è stata una sorpresa piuttosto frustrante. Un po' come innamorarsi di una già felicemente impegnata e per nulla incline a darti un minimo di credito.
    In ogni caso, chiudendo questa infelice parentesi procederei con le mie sensazioni sul gruppo.
    Ad onor del vero, il resto è meno eclatante.. ho preso il cd e devo dire che scorre bene, i pezzi sono più o meno tutti carini, con tre o quattro episodi particolarmente indovinati; allo stesso tempo non si può glissare sul fatto che è tutto così (volutamente) semplice e lineare che alla lunga si sente la mancanza di un qualsiasi diversivo.
    Non so, qualche sporadica fuga dal 4/4, un tessuto sonoro un attimino più trascinante, una batteria meno primitiva, qualche uscita imprevedibile.. non sto parlando di squallidi virtuosismi tecnici fini a sé stessi né di fronzoli superflui: mi riferisco a quelle idee e variazioni sparse che conferiscono spessore lasciando perfettamente intatte genuinità e spontaneità, anche in un genere così dichiaratemente essenziale e disadorno.
    Naturalmente è tutta questione di gusti e gli Heike has the giggles rendono benissimo anche così come sono, e infatti mi sono piaciuti molto.
    Mi sono permesso di puntualizzare certi dettagli perché secondo me sarebbe opportuno valorizzare al meglio il talento di Emanuela allestendole intorno una trama sonora all'altezza, mentre al momento è TUTTO basato esclusivamente su di lei.
    Magari sto solo dicendo inutili eresie, magari quelli che io reputo difetti altro non sono che scelte stilistiche deliberate.. magari il prodotto risulta perfetto e convincente per le masse esattamente così com'è.
    Eppure durante il live, pur totalmente steso dalla ragazza, ho trovato la sezione ritmica (batteria in primis) poco persuasiva, e ascoltando il cd in cuffia mi viene da riempire con la fantasia troppi punti vuoti e ripetitivi.
    Si tratta inevitabilmente di un "problema" mio, è chiaro che altri saranno estasiati dalle stesse cose che lasciano insoddisfatto me.. è il bello di avere tutti gusti diversi, niente da dire su questo.
    In ogni caso complimenti agli HHTG, sto già diffondendo il verbo e sarò ben lieto di vederli di nuovo appena capita l'occasione.

  • Dama Rama 22/03/2010 ore 10:42 @damarama

    Sono giovanissimi e hanno una verve che ai più manca. Per fortuna qualcuno sta investendo sul futuro di questi tre talentuosi ragazzi. Investendo su di loro si investe in un futuro musicale italiano che abbia un respiro internazionale.
    Detto questo mi permetto di dire due cosette:
    1. A livello compositivo sono parecchio acerbi e l'album risulta piuttosto anonimo
    2. Tecnicamente, se si va al di la della loro tenera età purtroppo non sono per nulla interessanti. Tra i 3 non c'è ancora un musicista con una personalità distinguibile tra la massa di strinpellatori

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