Jack Jaselli It's gonna be rude funky hard 2009 - Rock, Pop, Funk

It's gonna be rude funky hard precedente precedente

It's gonna be rude, funky, hard. E' questo il nome del primo album di Jack Jaselli & The Great Vibes Foundation, ed è questa la prima strofa della prima canzone, "Rude, rebel revolution". Dice tanto, ma in realtà c'è molto di più. Dopo "The house in Bali", già diventata una di quelle canzoni che non ti stacchi più di dosso e che ti contraddistingueranno sempre, e un altro bellissimo singolo, "Paper stars", ecco che Jack si cambia d'abito, almeno nei dettagli importanti. Finge di incattivirsi un po', mette insieme le Great Vibes Foundation (Fabrizio Friggione, Enea Bardi, Nick Taccori) ed ecco, dopo tanti Ep, il loro primo disco. Che è un disco vero, fatto di brani forti, energici, distanti tra loro, come tanti singoli ben riusciti raccolti nel modo e nel momento giusto. Canzoni d'amore, rivoluzione e passione; la gente ai concerti ne canta già molte a memoria: "I want you", "Game over". E poi ci sono loro, Jack & TGVF, carismatici e curiosi, ricercati, eppure sempre immediati e semplici. Le variegate radici dei componenti del gruppo e le loro influenze musicali e no, hanno generato canzoni dal sapore internazionale in un disco che, si legge sul booklet, è tutto "proudly made in Italy to travel the world". Credo che potrebbe benissimo oltrepassare le nostre frontiere senza troppa fatica. E non solo perché i testi, come il booklet, sono in inglese. Il loro modo di suonare e cantare, sia in studio che nei live, è una profonda combinazione di passioni, lavoro, interessi e abilità che sta dando frutti buonissimi ed esportabili. Jack Jaselli & TGVF sono musicisti e cantautori dell'Italia di adesso, capaci di combinare suoni e mondi diversi e lontani con incredibile facilità per poi farne canzoni realmente nuove, fresche, come "Wake up". Osano persino trasformare il reggae: "Could you be loved" è quasi il pezzo più rock di tutti! Mi sembra un sacrilegio, ma la loro interpretazione di Bob Marley è bella, ispirata e coraggiosa, come tutto l'album del resto. La bella voce di Jack poi, cambia e si ambienta ogni volta, con uno stile ogni volta diverso. Sempre calda e profonda, che sia blues oppure funky; che sia una romantica ballata rock o un pezzo come "Shake it!!" con l'intro dei Led Zeppelin. "The girl who reads" è uno dei miscugli meglio riusciti; forse è una storia vera o forse no. Davvero poco importa. E' quel ritmo e tutti quei suoni che ti portano a lasciarti andare, a farti accompagnare in giro per il mondo e a sperare che Jack e le sue Vibes raggiungano quante più orecchie e cuori possibili.

---
La recensione It's gonna be rude funky hard di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-09-13 00:00:00

COMMENTI (5)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • pnuts 11 anni Rispondi

    !!!

  • faustiko 11 anni Rispondi

    Bravi, eh... ma perché questa produzione che sembra forzatamente americana fine anni '90? Poi magari é un punto di forza... :?

  • ruh 11 anni Rispondi

    mi piace! [:

  • cyscobet 11 anni Rispondi

    wow jack.. great sound!:)

  • jackjaselli 11 anni Rispondi

    :)