04/02/2011

Ecco un lavoro che vale veramente la pena di ascoltare! "The Party" è un'opera molto bella: raffinata, coinvolgente, variegata. Nulla a che vedere col piattume che contraddistingue molti gruppi rock italiani: qui siamo ben lontani dai soliti tre accordi, depressi e monotoni. Per Tobia Lamare l'ispirazione è genuina: la musica è in diretto rapporto con la vita interiore, e alla ripetizione inutile di modelli stereotipati il musicista salentino preferisce contrapporre una ricerca e un'evoluzione costanti.

Sull'album, specialmente nella parte iniziale, regna un'atmosfera cantautoriale e introspettiva che si richiama, con efficacia, allo stile di Bob Dylan ed alle atmosfere struggenti di Neil Young. Si ascoltino ad esempio "A Weekend Out" o "Silver" per rendersene conto. Ma tale impronta non risulta soffocante: in "The Party" trovano spazio diversi stili e diverse tendenze, e il tutto risulta ben armonizzato ed omogeneo. Se "Girls With Pills" appare legata a sonorità più moderne, che richiamano alla mente il rock agile e leggero degli R.E.M., "Summer Of '82", "Sweet Dance" o "Talking In The Rain" ci riportano invece alle influenze beat degli anni Sessanta, a quella dei Beatles in primo luogo, ma non solo. Molto interessante è anche "My Stormy Days", canzone che suona più "futurista" e funky, probabilmente uno dei pezzi più riusciti dell'intero disco, così come una sorpresa assoluta è "You Are My Radio", brano che stupisce con un approccio elettro-pop che ricorda vagamente i Daft Punk.

Un varietà che stupisce, suonata con tanta efficacia ed abilità e che rende sicuramente "The Party" un album da segnalare a tutti gli appassionati del rock.

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