The Crazy Crazy World of Mr. Rubik Are You Crazy Or Crazy Crazy? 2010 -

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Sei matto, o matto-matto? Si chiama così il disco di una nuova band che comincia ad aggirarsi sui palchi di mezza Italia. The crazy crazy world of Mr. Rubik: sono in tre, stanno a Bologna e hanno come casa base il Locomotiv, locale che in tre anni ha conquistato il podio dei club indie e che ora, tramite loro, lancia una label nuova di zecca, la Locomotiv Records.

Di follia ce n'è tanta in questo disco, ma di quella lucida, la più pericolosa e, insieme, la più affascinante. Power post punk? Post energy rock? Funk psichedelico con incursioni drone? Si accettano consigli, perchè dentro c'è di tutto. Quel che più colpisce, fin dalle prime battute, è la totale malleabilità di ogni singola traccia, a partire dalle voci: violente, sussurrate, ironiche, da front man o da coro gregoriano, da giovane incazzato che ne ha le palle piene di sentirsi dire che non ha fatto il '68. Così come la musica che le accompagna: tastiere allegre o terribilmente minori, batterie in loop, chitarrine blues che si perdono in scorribande post-qualcosa, cenni math rock, passaggi che ricordano gli anni '90 dei Massimo Volume o i primissimi anni zero dei Giardini di Mirò.

Si parte con un intro che promette sudore e scintille, "1st step: the crazy crazy lesson". Una gym lesson vera e propria, destra-sinistra, per il corpo e per la mente: la temperatura sale, more energy please!, il banditore scende dal palco e lascia spazio a una mattonata di chitarre che fuggono via. Poi compare "Tic tic tac", destinata ad essere la hit della primavera bolognese, e sarebbe anche lecito pensare a qualcosa come i !!!, o i Go!Team (dite che non fanno un video con orologi giganti da schivare al posto dei fantasmi di PacMan?). L'ascolto prosegue, questi pensieri vengono spazzati via in fretta: qualche spianata desert, e non si scherza più. Risatine sarcastiche e lestofanti da mercato nero, si corre a mille lacerando l'aria e, poi, ci si ferma di nuovo. Con "My mama told me", che fa il verso a Elvis e infila dei riff blues che fanno riprendere il fiato. Si ricade nelle atmosfere già segnate da Emidio Clementi & co, con un brano che sembra nichilista fin dal titolo ("Tum tum pa tu – tum tum tum pa"), ma che in realtà è sfogo in versi più o meno criptici, con le casse e i tom del titolo, appunto, a fare da base incessante e lancinante. Si conclude poi con altri tre pezzi da flusso di coscienza, che incasinano ancor di più il panorama: cattivi, buoni, giocosi, pure sensuali verso la fine.

Matti-matti, dunque, e bravi-bravi, ma anche parecchio casinisti, in un sincretismo che vuol tenere davvero tutto assieme, e che fa fatica a dettare una linea precisa. Forse, perchè la linea non c'è, nemmeno quella a cui essere fedeli. Da una parte ci presentano dei personaggi che sembrano usciti da un videogioco dell'Atari, dall'altra ci colpiscono la freddezza con cui guardano a "questo enorme magma di escrementi", a tratti robotica e decisamente non analogica. La summa, direi, è qualcosa di esplosivo e, volenti o nolenti, ne sentiremo parlare, perciò preparatevi.

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La recensione Are You Crazy Or Crazy Crazy? di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-03-02 00:00:00

COMMENTI (4)

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  • laradura 11 anni Rispondi

    Bravi!

  • alessiomazza 11 anni Rispondi

    ''''zzzarola..!!!!!

  • clo 11 anni Rispondi

  • clo 11 anni Rispondi

    energia totale come i john spencer blues explosion e i black eyes! belli!