Broken Melody Mirroring Identities 2010 - Metal, Hard Rock

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Un disco infarcito di tutti i cliché del genere, diviso tra il desiderio di essere cattivi e una certa attenzione a restare comunque A.O.R.. "Mirroring identities" suona fuori tempo massimo, vicino all'hard rock degli anni '80 per la scelta dei suoni, mentre la voce è più orientata ai '70, se non fosse per qualche growl inserito qua e là. Un'aggiunta che però non arricchisce il tessuto dei pezzi, anzi, lo mortifica, tradendone l'attitudine old style.

Il disco inizia con una mitragliata di pezzi compatti, tra i quali spicca in particolare "I live again" ed esattamente a metà arriva l'immancabile ballad "A question to your heart", che strappa un sorrisetto beffardo per essere esattamente lo stereotipo della ballad power metal, con intro di chitarra acustica, linea melodica particolarmente spiccata e ingresso di chitarroni nel ritornello. Il testo, piuttosto banale e ingenuo, non aiuta certo a migliorare la situazione. "Breaking the chains" si candida a essere il miglior brano della collezione, audace com'è nei riff ma soprattutto nella sezione ritmica. Il resto del disco scorre anonimo, con altre due ballad formalmente identiche alla prima e la conclusione "Until the end" che lascia spazio allo sfoggio della tecnica da parte delle chitarre.

I Broken Melody sono certamente bravi creatori di riff e discreti musicisti, ma soffrono di un attaccamento a un vecchio sound che piace tanto allo zoccolo duro del metal, ma che li confonde nel calderone della miriade di band che trattano esattamente lo stesso genere. Non riescono infatti a offrire nulla di nuovo: nessun guizzo, nessun momento di stupore grazie al quale si possa notare in cosa loro dovrebbero essere migliori di altri.

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La recensione Mirroring Identities di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-06-03 00:00:00

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