Desdemona [Emilia Romagna] Sooner or later 2001 - Rock, Pop

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Ancora una volta la terra modenese sforna un ottimo progetto musicale, quello dei Desdemona, nati nel 1997 come semplice cover band e che, a giudicare da questo CD autoprodotto, hanno fatto parecchia strada. In “Sooner or later” si trova un ottimo sound diviso in otto tracce in lingua inglese sulle quali campeggia la splendida voce di Patricia Gilead, che si è unita al gruppo nel 1999, l’anno della svolta. Voce profonda un pò alla Blondie e un pò alla Cranberries quasi a fondersi con la chitarra che la segue passo per passo per 35 lunghi minuti.

In “Only 5 minutes” ci si aspetta che da un momento all’altro Patricia pronunci il ritornello fatale di "Maria" ed è invece l’originalità sonora a farla da padrona. Con la seconda traccia, “What you can’t see” i ritmi si placano in una ballata pop/melodic/rock dal colore e calore rock anglo-emilano che risolleva il ritmo da metà brano in poi con sonorità dal vago gusto anni ottanta o giù di lì. Le chitarre, forse troppo 'effettate' per l’inizio di “Strawmen”, non si prendono mai un momento di pausa, nessun respiro dall’inizio alla fine del/dei brano/brani. Stesso discorso per “Sooner or later”, la title-track, dal sapore vagamente psichedelico, sempre per via dell’intro di chitarra che porta però in breve tempo a sonorità decisamente più soft-metalliche. Nonostante qualche rischio di ripetizione sonora, le due chitarre di Alessandro Gasparini e Angelo Rosciano, cadono sempre alla perfezione sulla voce della vocalist, perfetta ad ogni altezza vocale (a dire il vero quasi sempre bassa ed avvolgente, vedi No Doubt). Il meglio del cd arriva però alla traccia numero 5, “Pretty girl”, quando ci si aspetta da un momento all’altro l’entratain scena di Morrissey, voce indimenticata e indimenticabile degli storici Smiths. Ottimo l’introduzione di “Teach Me”, più grezza e cattiva delle altre tracce. Concludono la tracklist “Choices” e “The Mistake”, altra ballata che chiude alla perfezione in un susseguirsi di lenti-riprese-lenti e l’arrivederci della voce calda e rabbiosa di Patricia.

Un buon album per gli amanti delle sonorità anglo-pop-rock fine ottanta e sperimentale anni novanta, con indiscutibili influenze del genere Patti Smith, nei testi, The Smiths, e molti altri ancora.

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La recensione Sooner or later di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-06-22 00:00:00

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