02/09/2010

Perché la rima e l'eccezione e il dondolio danzante di parole confezionate con amorevole cura è il succo denso di questo pomeriggio ad alto tasso di umidità, così si spiega la bellezza disegnata da abbracci verbali che affondano le labbra tra pop ripassato di lena con cartavetro fino a renderlo umore liquido, rock lavato e strizzato più volte e steso nel suo candore liscio e fresco sui fili che dondolano danzando proprio qui fuori, appena a un passo da terra e dai suoni più comuni. Dopo due ep gli Ultimavera presentano il loro primo album raccontando piccole storie di quotidiano e stanze e vite, di infanzia in bicicletta e pesci bugiardi, tra il mare e la scuola e l'agosto di una ragazza bisestile, muovendosi piano tra sofisticati spunti melodici e cantautorali, tra Samuele Bersani e Northpole, tra l'apice della grammatica e la sobrietà della musica, riuscendo a creare un paesaggio compatto e intenso e degno d'attenzione, con i colori giusti e pieni e i soggetti in movimento che pare di vederli ora, qui fuori. "Ai caduti in bicicletta" spinge sulle liriche scivolando tra i brani, tra filastrocche e ninnenanne, con gusto puntuale e gradevoli intenti, addolcendo con facilità il succo denso di questo pomeriggio.

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La recensione Ultimavera - Recensione - Ai caduti in bicicletta di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

Commenti (1)

  • fu-manchu 10/03/2011 ore 15:06 @silicio

    dovete mettete qualcosa in anteprima ;) perchè ascoltarvi è un piacere. Bravi !


    (Messaggio editato da silicio il 10/03/2011 15:07:54)

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