21/10/2010

Così a vederlo sembrava un album facile e leggero, non fosse altro per il titolo. Invece ci sono molte cose da sentire e anche da vedere, nove brani, una bonus track, un video. C'è energia ed eccitazione, malinconia e tristezza, c'è l'inglese e anche l'italiano. Dal suo ultimo album, circa due anni fa, Nicola Barghi ha trovato se non ancora la sua forma, quantomeno una giusta definizione per il suo modo di fare musica, o per il suo stile in generale; anche il tour promozionale si chiama così: italian britpop. Un modo utile per fare un po' di chiarezza sull'esplosione di sperimentazioni, amori e influenze che è "Sunny Day".

Italian sono le sue radici e sono la parte più densa di questo album, ma dal british style lui non vuole proprio staccarsi, è il suo costante nutrimento. Due pezzi su dieci sono in inglese e uno di questi è la title track, eppure "Sunny day" è un disco italianissimo che racconta storie nostrane, non sempre facili e a lieto fine. Ed è proprio la musica che ha il compito di sdrammatizzare, ironizzare: questo succede in "Sei meno 20", ora in cui il personaggio della canzone si alza per andare al lavoro. I richiami alla vecchia Londra degli anni 60 e 70 ci sono ancora e forse ci saranno sempre nei suoi lavori, così come le citazioni sui Beatles. Si sono fatte più sottili e raffinate, sì, ma nonostante tutto il bello e il buono, da alcuni brani bisogna già soffiare via un bel po' di polvere. Sempre attento ai dettagli e alla forma delle sue canzoni, anche quando è più ribelle, fresco e originale come in "Oggi, forse", o quando trova finalmente suoni tutti suoi; "Assolutamente" è proprio un bonus e molto belle sono le atmosfere che disegnano nell'aria violino e chitarra acustica, una coppia perfetta.

L'inglese è suono, ha detto qualcuno; e così, sia "Helsing" che "Sunny day", arrivano più immediate all'orecchio di chi ascolta, ma il pop melodico e scanzonato di "Reazione chimica" intriga di più. Nicola Barghi è in continua evoluzione, alla continua ricerca di un equilibrio tutto suo che combini le sue attitudini con i suoi amori e i suoi miti. "Senza di lei", che non è una donna, è un momento importante di questa sua ricerca e il video aggiunto è una dimostrazione tangibile di dove lo ha condotto il suo sperimentare. Fino ad ora è riuscito a stare bene in equilibrio tra l'it e il brit e se la sua strada è questo filo sottile, allora va seguita, procedendo senza esitazioni, guardando sempre dritto davanti a sé, lontano, altrimenti l'equilibrio si perde e c'è il rischio di cadere giù.

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La recensione Nicola Barghi - Recensione - Sunny Day di Carlotta Fiandaca è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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