19/08/2010

Wolther è un cane. Un cane che balla agitando la coda con movenze elettrochic, incantato dagli effetti multicolori delle luci che tagliano la notte e lo avvolgono tra lampi e ombreggiature, a suo placido agio tra gli sgambetti sintetici di apparecchiature tecnologiche e l'infinita rincorsa di suoni che diventano rumori e poi echi e poi ancora soltanto sbiadite istantanee lontanissime. Wolther è un cane che balla quando è triste e non c'è altro modo per farlo sentire meglio, mangia fiero grandi volumi di elettronica sofisticata e di quello si nutre, e il sapore è intenso e il colore è un incendio al crepuscolo. Wolther è un cane che balla quando è triste sulle note malinconiche di dance pop e sussurri, tra percussioni volatili e trascinanti, riverberi e voci fuori campo e campionamenti e scatti di compiacimento. Wolther è poi Luca Mazzieri (già Marla e A Classic Education) che insieme a Massimo Colucci disegna le cupe e ballabilissime atmosfere di un ep da cielo che minaccia pioggia nel pomeriggio di un giorno qualunque, dove si intrecciano le spinte di sperimentazioni tipicamente nineties e la voglia di comunicare oltre il mero prodotto della macchina. Wolther è un cane, questo ormai lo sappiamo, un cane decisamente interessante.

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La recensione Wolther goes stranger - Recensione - Dandies play in office time di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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