20/09/2010

Continuo a chiedermi, ascolto dopo ascolto, se sia il caso di gridare al miracolo di fronte all'ennesimo ep dell'ennesima band esordiente. Ma non solo: é il caso di agitarsi per una manciata di canzoni che pesca a piene mani in un genere che ha già codificato ampiamente canoni e stereotipi da quarant'anni a questa parte?

Si potrebbe continuare all'infinito con le domande retoriche, perché comunque vada la risposta sarebbe sempre e solo una: sì! Perché quando il risultato finale continua a sorprendere anche dopo una serie non indifferente di repeat, allora é dovere del critico sbilanciarsi, scrivendo che siamo di fronte a un esordio per il quale é impossibile placare gli entusiasmi.

Forse manca solo la certificazione (passatemi il termine) della dimensione live, ma queste 5 tracce sono manna dal cielo per chi frequenta abitualmente il rock'n'roll nelle declinazioni più dirty. L'aspetto sorprendente non é solo per la freschezza in fase compositiva, ma anche per la lucidità dimostrata in tutte le altre fasi - sia che si tratti di mixaggio che di produzione dei suoni - senza che i New Candys potessero disporre di budget tali da potersi scegliere tempi, luoghi e modalità per lavorare con tutta calma. Si chiudono quindi per due giorni all'Outside Inside Studio e con l'aiuto del padrone di casa (Matt dei Mojomatics) sfornano l'ep in questione, vera e propria scarica di adrenalina per chi da tempo é alla continua ricerca di gente che sappia infondere nuova linfa al verbo; tanto da candidare la band, senza dubbi di sorta, al ruolo di "next big thing", come piace tanto agli inglesi. Ai quali, per stenderli subito al tappeto, si potrebbe far partire l'ascolto dalla fine, ovvero da quella "Volunteer" che é probabilmente la traccia più eccitante dell'intero lotto, con i suoi 5' e passa in cui garage e psichedelia si fondono alla perfezione. Siamo infatti in pieno Detroit sound, talmente vicini all'originale da rimanere basiti per la cura maniacale dei dettagli. Non a caso i quattro specificano che "nessun computer è stato usato durante la registrazione del disco", probabilmente consci che per ottenere un determinato risultato sia necessario un approccio il più possibile meno contaminato dalla tecnologia.

E all'ascolto, come avrete intuito, la ragione é dalla loro parte, anche se i detrattori torneranno puntualmente alla carica con la solita storia di una band che non inventa alcunché ma recupera da altri sonorità ed idee; in tal caso ribatteremo che é nel dna del rock'n'roll e che a fare la differenza é, di volta in volta, il fattore personalità. Per ora i New Candys dimostrano, al primo colpo (!), di averne oltre ogni aspettativa, con ampi margini di miglioramento. Speriamo solo non deludano sul palcoscenico, perché é in quel contesto la vera sfida.

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La recensione New Candys - Recensione - New Candys di Faustiko Murizzi è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

Commenti (25)

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  • Faustiko Murizzi 23/09/2010 ore 14:53 @faustiko

    Ma il paraculismo dove starebbe? Non capisco...

  • Giovanni Continanza 23/09/2010 ore 17:12 @nickwire

    Forse Gillespie si finge italiano e si fa produrre dai Mojomatics, può essere non trovi?

    Ah io obbiettivo non lo sono mai stato. Forse obiettivo di tanto in tanto si....

  • mestyna 25/11/2010 ore 23:45 @mestyna

    belle sorprese da treviso... proverò a beccarvi in concerto! [:

  • Soul Of The Cave 25/01/2011 ore 10:14 @soulofthecave

    bello bello, bravi bravi, compliments guys!!!!
    J/sotc

  • fabi ceba 16/06/2011 ore 16:08 @ceba69

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