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album Poems and shoes - Gli Swami

recensione Gli Swami Poems and shoes

2010 -

RECENSIONE
23/08/2010

Swami: in sanscrito "maestro di se stesso", appellativo rivolto a guru, maestri spirituali, ricercatori illuminati. Sì, siamo finiti negli anni 60/70. O meglio, probabilmente agli Swami piacerebbe finirci, e quindi si sono creati la loro macchina del tempo virtuale per sentirsi e farci sentire come quando le band facevano i viaggi in India per imparare a suonare il sitar e sperimentare nuovi modi per aprire le porte della percezione. Però senza perdere il senno di poi. "She is so fine" per esempio, traccia di apertura di questo minialbum, è Kinks ma anche Jet (che poi erano anche Iggy Pop) ma anche un filo prog. Filo che si fa più consistente negli assolo e nelle variazioni melodiche di "Silver Haze" e della più hard "You look so fine", mentre l'ascolto attento dei Beatles si avverte in "Burning". "Once More" è un lentone un po' mellifluo, ma non così tanto da compromettere la buona qualità del tutto, e poi nel testo c'è una dichiarazione di intenti che ci piace: "I don't want to write once more another plastical song". E noi non vogliamo ascoltarne, quindi avanti così.

Tracklist

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