Daddy Was A Driver Daddy Was A Driver 2010 - Country, Alt-country, Surf

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Un affascinante road-movie che si consuma tra la sabbia infuocata del deserto dell'Arizona e la desolata e malsana provincia americana raccontata in "Cuore Selvaggio". Un western/noir con le chitarre e le automobili che prendono il posto delle pistole e dei cavalli. Ha tutto quello che serve per imprimersi nella memoria degli ascoltatori questo esordio dei Daddy was a driver, sonorizzazione desiderabile di un lungometraggio che racconti storie di frontiera, l'immaginario degli Spaghetti western fra amore, morte, suspence, nostalgia, azione e riflessione e l'indagine psicologica del cinema perversamente onirico e surreale di David Lynch. Naturalismo ed espressionismo, narrazione e metafisica. Fra deserti roventi come tizzoni d'inferno, carreggiate erose dal sole e dalla polvere alcalina che s'inoltrano fra lingue di sabbia cosparse da aghi d'abete, cespugli di mesquite mossi dal vento, canaloni di roccia e canyon sterposi che s'innalzano in lontananza. C'è una limpida ispirazione dylaniana, le galoppate di Morricone, il country prima maniera, l'America degli anni 60 tra Neil Young, Grandaddy e Calexico. Se questo non bastasse a dare lustro all'intero progetto è Craig Schumacher, nome tutelare che dietro la console negli ultimi anni ha lavorato per band come Steve Wynn, Neko Case, Giant Sands, che li scaraventa dritti nelle principali radio americane. Si muovono fra città fantasma, ubriache e cenciose, coi neon sbrecciati che riflettono una desolazione umana ancor più sordida e profonda. Una passione clandestina. Un patto criminale firmato col sangue. La fuga misteriosa e conturbante verso luoghi sconosciuti. Il destino implacabile che si frappone fra i due amanti diabolici, intrappolando l'amore nel dedalo della morte e del sospetto che è l'unica legge immutabile nella dura frontiera del vivere. Un'innegabile dote compositiva e l'abilità nel rivisitare e contaminare il genere di riferimento fanno il resto, rendendo questo esordio un'opera desert-country postmoderna di ottimo spessore. Ascoltare per credere!

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La recensione Daddy Was A Driver di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-09-21 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • leoge9se 12 anni Rispondi

    questi sono davvero bravi

  • pons 12 anni Rispondi

    Molto piacevole, bravi, avete lo stesso sapore di calexico e cake