< PRECEDENTE <
album Grind Canyon - Buffalo Grillz

recensione Buffalo Grillz Grind Canyon

2010 -

RECENSIONE
25/08/2010

I Buffalo Grillz esordiscono con questo "Grind Canyon", chiarendo sin da nome e titolo di non prendersi davvero sul serio. E tutto, dalla scaletta dei brani all'adesivo da copertina "explicit no lyrics", dal tocco western di "Fisting Daisy" sino all'intro tratta da "Il pranzo è servito", ci conferma che nonostante l'approccio sonoramente spietato del grindcore la voglia di divertirsi e divertire rimane la priorità.

Guai però a farsi ingannare dal loro fare da buontemponi e pensare che il quartetto romano prenda il proprio lavoro alla leggera. Il supergruppo formato dalla voce degli Undertakers e da membri di Orange Man Theory, Tsubo e Dr. Gore non è infatti alle prime armi ed ha realizzato questo disco con dedizione, persino chiamando al mastering Scott Hull dei Pig Destroyer. Un mix perfetto tra hardcore e dinamiche metal, scritto e suonato come si deve, "Grind Canyon" si presenta bilanciato e si fa ascoltare con piacere, risultando addirittura accessibile, per quanto possibile per il genere. I pezzi hanno strutture definite e riconoscibili, da "New world disagius" a "Grind Magnè", ed il gruppo si dimostra coeso sia nei momenti di svago musicale, sia negli assalti più serrati. La voce di Enrico è potente e sicura, una performance esemplare che dà focus ed efficacia all'ossatura del disco, costituita dalla batteria pressante a firma Mastino e dai riff di Cinghio. I campioni demenziali ficcati qua e là o le trovate come il trittico di brani di pochi secondi per riassumere la vita completano l'opera.

Davvero niente male, se vi piace il genere nelle sue forme più classiche, se ai ristoranti di grido preferite l'affidabilità di chi da anni serve carne e patate, non potete assolutamente perderlo.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >