Limite
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20/08/2001

Mi capita di rado di inserire tre pezzi nella sezione “brani migliori” della mia tabella personale per le recensioni dopo averne ascoltati appena cinque da un nuovo disco: questa volta è capitato con i “Limite”, interessante formazione torinese che propone un piacevolissimo “elettroblues” (mi si passi il termine, ma rende l’idea!), vagante fra sonorità proprie ad un Moby particolarmente ispirato, Depeche Mode in vena di cambiamento pur senza dimenticare delle ritmiche ben congegnate e delle chitarre graffianti (vedi”Indastria”) sapientemente inserite nei momenti centrali dei vari pezzi.

Pezzi fra cui spiccano sicuramente “Confondimi”, “Limibrit” o “Rafla”, probabilmente i “manifesti” del gruppo; interessante anche la composizione dicotomica del disco, diviso appunto in due sezioni: “00” e “97”; la prima staziona sicuramente in melodie ricercate ed atmosfere soffuse, la seconda, probabilmente frutto di nuove sperimentazioni del gruppo, appare più tagliente, graffiante, tendente verso un rock più puro, privo quell’influenza elettroblues (non comune a tutti) della prima parte.

Francamente questo disco mi ha coinvolto e convinto: sostenuti da una prestante voce qual è quella del cantante Sergio Toja,i pezzi di “00>97” non stancano mai, neanche ad ascolti successivi: il loro unico difetto è probabilmente una struttura che troppo spesso risulta simile e ripetuta, vivacizzata comunque dal chitarrista/programmatore Andrea Pollone, che non di rado ci allieta con pregevoli passaggi.

Spero di ricevere presto il loro nuovo lavoro per avere (incrociamo le dita) la conferma dell’esistenza di un gruppo, i “Limite”, fuori dal comune.

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La recensione Limite - Recensione - 00>97 di Pseudo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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