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album Take Off vol1 - Brusco

recensione Brusco Take Off vol1

2010 -

RECENSIONE
19/07/2010

"Take Off vol.1" sembra avere due obiettivi: essere il disco con le tracce giuste per accompagnare l'estate, che potrebbe comunque andare bene, ma sarebbe un po' un peccato; oppure lasciare un messaggio a chi ha voglia di andare un po' più a fondo della cosa mentre muove bacino, fianchi, sedere e tutto quanto. La dancehall è un modo preciso di comunicare qualcosa, con risultati ed effetti ben precisi e la maggior parte di questo disco la rispecchia benissimo, quantomeno nei ritmi. Spesso a base di violenza e sessismo, il reggae dancehall di fatto si fonda sulla danza e lì dove è nata è uno strumento utilissimo per salvarsi la vita. I testi del Brusco sono leggermente addomesticati, romantici, dolci, ma comunque vivaci e dinamici. Ho letto che molte radio reggae in tutto il mondo passano spesso alcuni brani di "Take Off vol.1", diciamo pure quelli giusti. A parte "Land Pon Me", per me un po' troppo latino-caraibica, "Smoke A Lot" e "Just Another Day" sono perfette; sembrano fatte più per ballare, sfogarsi, strusciarsi, viaggiare.

Siamo abituati al Brusco che ci fa muovere, ma mi domando ora dove voglia arrivare; magari proprio in quei posti lontani dove ancora la gente ascolta la radio, mentre va a scuola, al lavoro, al mercato. E danza. L'Italia non è un paese dove si danza per strada, a meno che non ti freghi niente d'essere preso per pazzo, e comunque danzeresti da solo. E allora, passerà il messaggio del Brusco qui da noi? Ho poca fiducia nella recettività del nostro paese... Intanto la voce del Brusco sta diventando internazionale, e questo è figo. E' bello sentirlo cantare in patwa, una lingua tanto dura quanto morbida, come sa essere la dancehall, del resto. Per molti di noi è solo un po' più impegnativo, capire quel che dice: bisogna averne la voglia. A volte rimpiango i ritornelli del disco vecchio, a volte no, perché ritmo dopo ritmo mi rendo conto di quanto il disco suoni bene. Canzone dopo canzone, ci si allontana sempre di più da qui, l'Italia è sempre più piccola sotto di noi in questo viaggio col Brusco, perfettamente a suo agio mentre sperimenta in "Mi Stay" e "Pon Di Bada" quelle sonorità tipiche della musica giamaicana più attuale.

Preparato e sensibile, duetta con una stella emergente del reggae dell'isola: "Nuh Care" è davvero molto bella e molto giamaicana. Le vibes, le citazioni come "get up, stand up, stand up for your right [...] get up, stand up, stand up but don't be afraid"", le parole patwa e la musicalità di I-Octane, confermano che l'epicentro della reggae danchehall di tutto il mondo è proprio quel minuscolo puntino nei caraibi. A pensarci sembra incredibile. Forse il Brusco ha preso un volo di sola andata. O forse è previsto un ritorno, entro la fine dell'anno, quando dovrebbe uscire "Take Off vol.2". Noi per ora siamo sempre qui.

Tracklist

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