Giuseppe Palazzo Piccole forme di quotidianità 2010 - Alternativo

Piccole forme di quotidianità precedente precedente

Ricercati esercizi di stile per un esordio sospeso tra ironia e poesia.

Paparappapa, sono solo canzonette, paparappapa. E se anche così fosse, potrebbero non essere poi tanto male. Dipende tutto da dove e come si guarda quel diminuitivo. La strategia sta tutta nell’interpretare le piccole forme della quotidianità con sensibilità e ironia, credersi un po' attori ma aspirare anche ad essere a tratti veri filosofi. Non dimenticarci dei baci al risveglio, fare della colazione fugace il primo sorriso della giornata, sopportare l’ennesimo ritardo del treno come fosse solo uno scherzo.

Il cantautore romano Giuseppe Palazzo vuole insegnarci questo, non con la sicurezza di chi sta seduto alla cattedra, ma con la spavalderia del nostro vicino di banco, e un po’ più in là potrei dire di vederci seduto Pino Marino a canticchiare sommessamente le sue canzoni, spontanee così come lo sono queste.

Dopo lo swing di “Solo quando piove”, riceviamo un invito, che sarebbe un delitto ignorare, verso uno stile di vita da condurre “Serenamente”. Nemmeno il tempo di accomodarci e subito Palazzo ci incalza con i suoi giochi di rime di incastri in "Tamagotchi", un reggaeggiante e intrigante esercizio di stile. La cover di “Mio fratello è figlio unico” è attuale come non mai e precede un finale a sorpresa: “Linguine a Surimi”, all’apparenza una ricetta culinaria in musica, è nel profondo una canzone d’amore, che nasconde tra le righe un accenno a problemi alimentari che si nutrono di carne e anima.

Palazzo propone un album che può venire incontro ai gusti più diversi perché, se vogliamo giocare con le parole come ci ha insegnato, è una rivelazione rivelante. E’ ricco di buone intenzioni e ottime intuizioni, un esordio degno di nota.

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La recensione Piccole forme di quotidianità di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-02-02 00:00:00

COMMENTI (13)

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  • leoge9se 9 anni Rispondi

    Sinceramente usare i commenti di una recensione per decidere se gli Zen Circus sono più cantautorali o più punk è fuori tema.

    Questo disco secondo me questo disco è abbastanza carino, ben prodotto e i due pezzi postati sono belli. Forse più mainstream rispetto ai nomi di cui parlavate prima.

  • Elegy 9 anni Rispondi

    Puoi non condividere,ma e' la loro storia,e questo e' oggettivo.Poi la loro storia può farti schifo,come la loro musica,ci mancherebbe.

  • utente57088 9 anni Rispondi

    Il secondo post è condividibile il primo non mi convince ma non per questo. Ti do del malato ne del fake........

  • utente57088 9 anni Rispondi

    Il secondo post è condividibile il primo non mi convince ma non per questo. Ti do del malato ne del fake........

  • Elegy 9 anni Rispondi

    Cioè,pensare ad un concerto di Dente,di Brunori e di Vasco Brondi e poi ad uno degli zen,e pensare che facciano parte dello stesso calderone mi fa ribrezzo.
    Questa cosa l'ha creata anche la stampa musicale per dover etichettare TUTTO,come sempre.
    Questa scena dei cantautori e' stata praticamente imposta.E' vero che fanno tanta gente ai live e vendono dischi(per quanto se ne possano vendere ora)ma la stampa musicale ed internet,stanno monopolizzando gli spazi,con la cosiddetta nuova leva del cantautorato degli anni zero(dove per fortuna gli zen non sono presenti,parlo della compilation).
    E come tutte le mode voglio vedere quanti ne rimarranno fra qualche anno.
    Penso alla scena italiana crossover nu metal e vedo che finita la sbornia non e'rimasto NESSUNO,gli stessi Linea 77,non se li caga più nessuno.
    Detto questo e'chiaro che in questa marea di cantautori e gruppi ci sono anche progetti validi.

  • Elegy 9 anni Rispondi

    Va be',era per darti una visione di un loro live se non li hai mai visti.Se poi ti devi attaccare ad ogni parola non so cosa dirti,davvero.Sono uno dei pochi gruppi punk rimasti come attitudine dal vivo.E' una cosa riconosciuta anche da chi li detesta.
    Un gruppo come loro,cresciuto in un centro sociale,tra Husker du,Ramones,Minutemen e No Means No,che si e' auto prodotto per anni,suonando per strada,che in Sette dischi e' riuscito a passare dal punk,dal noise,dal folk,dal beat,dal pop al country,ha collaborato con pixies violent femmes e talking heads,girando il mondo e facendo una media di 120 date all'anno,chiedendo cachet ragionevoli pur facendo sold out su sold out,rimanendo sempre se stessi,senza mai montarsi la testa.
    Quando li vedi sul palco e vedi il batterista che fa salti di un metro sulla batteria ed il cantante che si arrampica sull'americana a 10 metri ed il bassista che si butta a suonare in mezzo al pubblico,il tutto suonando con un tiro pazzesco,noti che non si stanno atteggiando,che ci credono,che si divertono.E la gente se ne rende conto.Questo per me e' il punk.
    Una rivista che non apprezzo molto(rumore)qualche anno fa scrisse di loro"sono l'ultima vera band punk italiana".
    Io ai tempi li conoscevo poco e quella frase mi fece quasi incazzare,perché mi stavano sul cazzo a pelle.
    Poi andai a vederli dal vivo una,due,tre volte e cambiai idea.
    E' raro che io parli così bene di un gruppo italiano e che spenda 10 minuti per parlare bene di una band.
    Non voglio convincerti di nulla,ci mancherebbe,hai tutto il diritto di schifarli,in fondo e'il bello della musica.
    Ma vederli accomunati alla moda di merda dei cantautori di questi ultimi 2 anni,quando e' 15 che esistono e 10 che sono ininterrottamente in tour mi ha urtato.
    Ciao.

  • utente57088 9 anni Rispondi

    Elegy quindi per definire una band "punk " i tuoi parametri sono la velocita e il pogo bene, anche ai concerti dei Negramaro, Velvet, Tokio Hotel ... pogano quindi sono Punk anche loro? sai cos'e' il PUNK ? sai di cosa stai parlando? ed io sarei malato ?!?....

  • Elegy 9 anni Rispondi

    Dente si rifa' in maniera palese a Battisti(e non lo nasconde minimamente).Tipici arrangiamenti alla anima latina e il nostro caro angelo.Poi che il risultato sia inferiore ai dischi di Battisti e' chiaro,ma la provenienza e' quella.

  • Elegy 9 anni Rispondi

    Va be' e' impossibile ragionare con te,pace.Sono le definizioni con le quali(ed in maniera calzante)li definisce pubblico e critica.Hai mai visto un concerto degli zen?Io un gruppo che fa un live con una velocità media di 160 bpm,con un pogo furente sotto il palco,mentre loro tre sopra fanno un casino enorme facendo salti di un metro,non lo chiamerei concerto da cantautore.O vuoi venirmi a dire che l'amorale e nati per subire sono pezzi stile dente gazze Fabio o brunori?Dai.

  • utente57088 9 anni Rispondi

    Elegy : "... zen circus che sono fondamentalmente un gruppo punk..."..."Dente che e' un cantautore battistiano..." cos'e' LSD mescalina?.... siamo al delirio !!