01/10/2010

Prendete una chitarra, due voci, una maschile ed una femminile, e un pugno di melodie. Condite con un’armonica a bocca, un’impercettibile sezione ritmica e qualche accenno di chitarra elettrica e piano. Impastate il tutto in una soluzione spiccatamente folk, che tocca Iron & Wine , Norah Jones e Laura Marling, prima di arrivare a Damien Rice e Swell Season. Ebbene, una volta fatte queste operazioni, otterrete i Verily So. Mai nome fu tanto azzeccato, nel rispecchiare la natura semplice ed efficace delle ballate folk del duo livornese. In effetti, il primo lavoro dei Verily So è un disco fresco ed energico, privo di sovrastrutture o pesi inutili di alcun tipo. Ne esce fuori una spontaneità e un tipo di solarità, che viene facile definire “estiva”. Un sole caldo illumina i dieci brani del disco, nei quali le voci di Simone Stefanini e Maria Laura Specchia, si intrecciano e si scambiano battute incisive sulle storie da loro o da altri sapientemente create. “Will You Marry Me” e “Sometimes Always” (degno omaggio ai Jesus & Mary Chain) evidenziano bene la speciale convivenza tra semplicità della scrittura acustica e l’efficacia dei condimenti già citati. “15 years” è un tappeto di soffici suoni sui quali si adagia un piano acuto che tiene in piedi la delicata melodia, da assaporare al tramonto di una giornata afosa. La cover di “Only You”, successo dance del 1982, elogia le due voci, stravolgendo completamente il retroterra elettronico e creando una sorta di ballata romantica, che ricorda i lati sentimentali di Simon & Garfunkel. “Leaves” suona come il volteggiare delle foglie in autunno, è una piroetta dai colori accesi. “Walk On The Wild Side” suggella da un lato le giuste scelte fatte dal duo nel riproporre un determinato repertorio, dall’altro la capacità di farlo proprio e renderlo fresco. Aspettando un’opera che rechi su tutti i titoli la firma dei Verily So, gustiamoci questi morbidi suoni.

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