05/11/2010

"D'amore, soldi e vendetta" è certamente un lavoro ambizioso, che unisce il gusto per il noise rock dei Sonic Youth e la new wave degli Interpol alla ricercatezza nei testi in italiano e ad una certa complessità degli arrangiamenti. Il risultato è comunque degno di tali premesse, arricchito peraltro da una confezione molto curata, che contribuisce in pieno a trasmettere lo stile retrò della band. Il disco, in definitiva, è molto interessante.

Certo, pecca di una certa monotonia visto che alcuni pezzi suonano ripetitivi, ed è forte il richiamo allo stile de Il Teatro degli orrori, soprattutto per quanto riguarda la voce. Cosa che, pensandoci bene, non è nulla di così grave ma ha il contro di appiattire troppo il tutto con il rischio di far abbandonare l'ascolto ancora prima dell'arrivo a traccia dodici. Ma ha pezzi ben riusciti, riescono ad avere la meglio la meglio su queste considerazioni e fanno da traino per l'intero lavoro.

Colpisce la title track con i suoi suoni nervosi e con i testi carichi di rabbia, così come è da ascoltare "Non Avrò Paura", segnata da liriche semplici ed essenziali, ma piene di malinconia. Originale, poi, è "La cartomante": è più rilassata e carezzevole rispetto all'approccio grintoso delle altre canzoni ed è molto ben riuscita in quanto ad espressività e testi ("Vita a parte non lasciamo nulla al caso noi, vita a parte chiudo gli occhi e va tutto ok, alla vita non importa quanti impegni hai, stringi i denti e convinciti che è tutto ok"). Altra chicca, forse la migliore dell'album, è la strumentale "Il centro commerciale di notte". Qui l'ispirazione si fa feconda e variegata: la musica crea atmosfere vagamente progressive, roba di vecchio stampo, sembra di sentire echi di Jethro Tull e Camel. I suoni sognanti – da piano giocattolo – dell'inizio richiamano la musicalità di Yann Tiersen, mentre la seconda parte del brano adotta sonorità più acide ed aggressive. Veramente un grande pezzo. Segnaliamo anche "Disco inverno", dall'approccio più pop, e "Prima o poi", dalle liriche disperate e ricche di sentimento. L'atto di chiusura, infine, mantiene alto il livello: "16:15" è un brano efficace, aggressivo ed orecchiabile, dalle costruzioni complesse ma dall'ascolto facile.

Se vogliamo dare un giudizio complessivo su queste dodici tracce, possiamo dire che, pur gravato da una personalità ancora incompleta, "D'amore, soldi e vendetta" rimane un ottimo disco d'esordio, a cui potrebbero seguire sviluppi degni d'attenzione.

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