Gruppo Elettrogeno Demo(dè) 2001 - Rock, Pop

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Quello che non manca ai Gruppo Elettrogeno è sicuramente l’originalità. Un valanga di suoni soft adottati dal free jazz, dal raggae, dallo ska e dalla musica leggera anni ’60, mischiati magistralmente da un gruppo musicale che non per niente si definisce “complesso pop rock di pop rock complesso” e che riesce a mettere assieme nei pochi minuti di durata di una canzone, generi apparentemente inconciliabili. Un demo cd con sei pezzi allegri e ben studiati.

Alcune soluzioni stilistiche li mettono sulla scia di gruppi del tipo Quintorigo, Meganoidi e compagnia, anche per via della voce di Marco Pandolfo, un mix tra John De Leo e Francesco Baccini dei tempi d’oro e per i testi molto stile Max Gazzè ed .

Il demo apre con “Blu exploit”, favoletta elettro-elettronica di una vacanza singolare a ritmo ska con alcuni inserti di vecchi pezzi più o meno noti. La seconda traccia, “Il circo di barnum”, può essere considerata il manifesto del Gruppo Elettrogeno: parte con la voce di conduttori televisivi e continua con una sorta di frenetica ballata balcanico-circense-rockeggiante in un perfetto stile ultimo , solo un po’ più incazzato e veloce. Con A.c.r.onimi, il gruppo lombardo punta più sull’elettronica con qualche influsso Bluvertigo e Daniele Silvestri per gli effetti applicati alla voce. Persistono le citazioni massmediali in “Chissà” con un leit motiv di oroscopi letti da improbabili astrologhe televisive sbeffeggiate dal testo candidamente ironico. Si chiude con “Libero” e “Splash”, quest’ultima dal testo irresistibilmente canticchiabile ma dal sound poco convincente. Non è facile inserire questo geniale gruppo in una categoria musicale specifica, ma quel che è certo è che l’energia del Gruppo Elettrogeno è ben lungi dall’esaurirsi.

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La recensione Demo(dè) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-09-02 00:00:00

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