Babaman Raggasonico 2010 -

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Tipo strano questo Babaman. È un personaggio schivo, che si tiene lontano dalla scena reggae canonica, e il suo nome si trova raramente nelle serate-calderone che mettono insieme i vari nomi hype della dancehall nostrana. Ma questo non è assolutamente un male, anzi, e pare che Baba abbia una schiera di fan da fare invidia ai vari singer e dj considerati punti di riferimento della musica in levare. Alla facciazza loro.

Cresciuto artisticamente nella scena hip-hop, Babaman o Irieman o L'Uragano Babaman o qualsiasi altro dei suoi pseudonimi si voglia utilizzare, è poi passato a sonorità reggae dancehall e alla fede rastafariana, che ostenta in maniera ossessiva, quasi maniacale, nella maggior parte delle sue produzioni. Ognuno pensi quello che vuole a riguardo, ma se lui è contento così siamo contenti anche noi. Però non è scritto da nessuna parte che i fedeli a Jah debbano cantare con una voce forzatamente rauca, che sembra essere mantenuta da una passata di carta vetrata sulle corde vocali ogni mattina. Grazie a dio (volutamente minuscolo per par condicio) la notorietà di Baba non deriva solamente dalle caratteristiche appena citate, e il nuovo album "Raggasonico" si avvale di produzioni più che valide e una buona capacità metrica. Nel primo caso il merito è anche del buon Bassi Maestro, artefice della maggior parte dei beat, nel secondo bisogna dare atto a Baba di essere uno che non si ferma mai e da oltre dieci anni continua a studiare la materia per migliorarsi. "Raggasonico" è il proseguimento di un percorso iniziato con "Fuoco sulle Masse", e al solito si mischiano atmosfere party e sonorità bashment e hip-hop con altre più conscious e decisamente roots.

Non spicca però per originalità, e dal singolo "Bomboclat", il cui titolo è già di per sé esplicativo, a "La Coca", inevitabile invettiva contro la cocaina, fino alla rastafariana "Rise Again" o alla condanna del sistema politico di "Jabbering", Babaman si ripete sia negli argomenti che nel modo di affrontarli e nel flow, che a lungo andare diventa piuttosto monotono e pesantuccio.

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La recensione Raggasonico di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-11-12 00:00:00

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