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RECENSIONE
15/11/2010

Ma Nesli non era il fratello depresso di Fabri Fibra? Voci sul web dicevano addirittura che si era suicidato la scorsa primavera. E invece, mentre Fibra spara a zero contro tutto e tutti, Nesli se ne esce, vivo e vegeto, con un disco nuovo dal titolo "L'Amore È Qui" e rilascia interviste in cui dice che lui è il Tarducci ottimista e l'altro è uno che segue il cliché del rapper incazzato. Litigi fraterni, niente di nuovo.

Nesli ormai si pone come un cantautore emozionale, uno che sa parlare ai giovani, che ha "Conosciuto l'inferno" e ora che ne è uscito crede "Nel bello della vita" (ipse dixit). Il fatto è che la sua voce non è certo una di quelle che ti trafiggono il cuore, e i testi possono risultare profondi giusto per una studentessa di seconda liceo. Frasi come "Lasciami correre attraverso il tempo, attraverso il male, perché la vita è troppo breve" ("Lasciami andare") suonano non solo come già sentite e rubate dal diario personale di un'adolescente, ma sono messe sopra delle basi elettroniche danzerecce che con le liriche ci azzeccano come la marmellata nella carbonara. "L'Eternità", "Francesco", "Noi", sono un'accozzaglia di frasi fatte che non si capisce se facciano riferimento all'amore o a che altro, pervase come sono da continui richiami a un disagio esistenziale (sì, ma mica era diventato ottimista?) che dopo un paio di pezzi ha già ampiamente stufato. Si salvano pezzi come "Capricorno", con l'orecchiabilissimo ritornello degli americani Just Off Turner, e "Mia Follia", con la partecipazione di Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi. Per il resto, se l'amore è davvero qui, pare essersi nascosto molto bene.

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