05/04/2011

I poli si invertono. Il sole modifica la sua natura ciclica. Una massa abnorme ed invisibile si muove nel cosmo. L'attrattore teleologico alza la voce liberando i suoi segugi. In tempi di evoluzioni epocali, Marutti e Balbo prendono la navicella e sorvolano la materia, intonando le lingue dell'ultra-passato e dell'ultra-futuro, capaci di restituire dialoghi ancestrali di cui non possediamo memoria.

Che siano due fuoriclasse è una discussione che non prevede dubbi, e nel reciproco donarsi, trovano, qui, una formula subliminale perfetta: elettronica analogica che galleggia tra le stelle, intarsiata da cangianti fremiti krauti ed ambient alieno. Micro disturbi frastagliati, glitch e drone eterei che si scontrano pacificamente in un flusso diretto verso una dimensione altra, in cui cielo e terra si fondono per rigenerarsi.

La grana sonora, isolazionista e totalmente libera nel suo crearsi, evolversi e spegnersi, diventa arte fisica che avvolge l'ascoltatore in una coltre nebulosa fatta di dentro e fuori.

La somma delle parti, l'unione di due menti, che diventa qualcosa di nuovo senza snaturarsi, per uno dei migliori dischi di elettronica degli ultimi tempi. La definirei musica dello spirito.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati