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RECENSIONE
29/10/2010

Finalmente una che l'ascolti e ti si attiva il digitale terrestre, anche se siete fuori dalla zona di competenza, anche se non lo volevate, anche se è una cazzata tutta italiana. Ecco no, questo va detto nell'incipit: una come Beatrice Antolini dovrebbe andarsene dall'Italia. Perché vivere in questa fogna di moralismi di nicchia (delle label, delle agenzie di booking, dei promoter) e di chiusure mentali (dei circolini, dei fans, dei musicisti), dove la gente è fottuta, non ha senso.

Lei è una daydreamer, da tre dischi, tanto quanto io sono un superficiale di merda, da sempre.

Per cui potete annoiarmi quanto volete con tutti i discorsi da mujahideen figli illegittimi di stipendi genitoriali, ma il fatto che in Italia ci sia Beatrice Antolini secondo me è un valore aggiunto. Come le Bangles per Los Angeles o il post punk a casa del mio amicone Simon Reynolds. Certo sottolineare subito che questo pezzo di recensione non è maschilista sarebbe inutile, è come se mi credeste quando vi dico che tutti, manager e uffici stampa, fonici e fanbase, ai concerti di Beatrice Antolini ci vanno per raccogliere materiale fantasy-porno per lo smanettamento notturno. Siete di una noia mortale, anche in questo momento con quella faccia tipo "No, ma scherzi? A me piacciono i suoi testi", mentre io vorrei soltanto dirvi con linguaggio campagnolo che tra le migliaia di lacune che abbiamo c'è anche l'assenza di un personaggio musicale capace di erotizzare l'intelligenza. Che poi vabbè lasciate perdere, io il camionista dovevo fare.

Questo "BioY" è piacevolmente posizionato tra le sue ormai fluide voci sussurrate, quel fare new wave, e la leggerezza psichedelica che se non ricordo male era più nascosta in "A Due". A proposito di quel suo secondo disco, ne scrissi su un giornale che adesso è fallito nell'anonimato, in cui dicevo oltre alle solite menate di visioni cartoon e i deliri bjorkeschi che "Beatrice Antolini comincia a piacermi". Ma cosa c'è da fare l'intellighenzia su un disco così? Un 13enne direbbe che è uguale dall'inizio alla fine, per cui, senza fare i carbonari che interpretano i linguaggi criptati, prendiamone una su tutte e vediamo di capire cosa c'è. Per esempio "Venetian Hautboy": le Chicks on Speed, sensuale, profonda, con le parti strumentali arroganti, anni ottanta, quel puzzo sotto il naso, è perfetta. Però poi in effetti è una canzone indecisa, bella ma esitante. Perché manca proprio l'idea stessa che lasciarsi andare completamente sia efficace e che la gente non abbia poi dei pregiudizi. Questa è la battaglia in corso, da una vita: faccio arrapare, musicalmente e artisticamente, quei dieci provincialotti apparentemente esperti o mi butto ad occhi chiusi, nuda, senza inibizioni, senza paure e senza strafare?

Altro che ragazzi fuori, siamo frigidi (sarà che abbiamo il Vaticano come padrone di casa?).

Va anche detto che se in alcuni pezzi la voce sussurra con intenzioni seppur lontanamente orgasmiche non t'aspettare che alla gente gli stimoli aree clericali del cervello. Cioè ma voi pensate davvero che Cristina Scabbia l'abbiamo sbattuta sulle copertine di mezzo mondo solo perché i Lacuna Coil sono credibili e autorevoli? Oppure boh, come ci è arrivata Asia Argento, da attrice e non da musicista, su Rolling Stone USA? Con una foto mentale, da perfetta casalinga del meridione?

Non vi sto chiedendo di mollare subito il mondo nelle mani delle donne e andare a vivere a Cisternino, ma almeno lasciate che la gente col fuoco dentro non debba trattenersi o incazzarsi per esempio con me per quanto sto scrivendo. Per questo, che sia glam, weird e meno schizofrenica, lineare o carica di stranezze jamielidelliane, questa ragazza è un punto di forza della nostra musica, di cui è fottutamente appassionata.

E' esattamente perché la tensione verso la battaglia viene sublimata nello scontro tra linguaggi, che questa frase non l'avete capita e passate subito a capire la conclusione che è: un disco senza rivoluzione è quello che meritate. Proprio perché voi assecondate con intenzioni simulatorie quella stessa realtà becera che ci circonda e resterà tale finchè Bugo non ci separi. Sto dicendo che questo disco è bello, ma non è potente per colpa vostra e che questa musica ha futuro solo se non si cristallizza in dinamiche paesane di visioni antiquate. Beatrice Antolini è artisticamente valida, perché non sono solo chincaglierie giocattolose le sue. Ma la verità è che tutti, Andy dei Bluvertigo compreso, dovevamo fare il militare per diventare macho, con la schiena a pezzi per la patria e la capacità accademica di saper piegare le lenzuola. Di uomini veri non ne abbiamo più, giusto? Investiamo sulla speranza dai, mettiamo 10 euro a testa e mandiamo Beatrice in Afghanistan, al fronte senza pensieri, proviamo a vincere le guerre, coi fiori, senza il burqa e senza tecnologie marce spacciate per nuove.

Commenti (149)
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  • fausto folagra 12/01/2011 ore 16:47

    rainn: volevo solo dire che il teorema disco bello= persona stupenda e disco brutto= persona di merda è una cagata...



    sono convinto come dici tu che scoprire la bellezza in una persona sia un privilegio che non tutti ricevono o sanno ricevere, parole sante!
    Ma sono parole che rafforzano la mia tesi anzichè indebolirla! possiamo stare qui giorni a parlar bene o male del disco di beatrice e di chiunque altro, ma nessuno di noi si può permettere di dire che è una persona brutta, basandosi su un disco o su un intervista di youtube, perchè questo sì è banale e superficiale!

    non voglio filosofeggiare, parlare del concetto di arte, di bellezza, di ispirazione, sono cose più grandi di me su cui non voglio scervellarmi...
    il mio primo intervento voleva solo creare un confronto con bellapennoi, che mi aveva colpito per l'arguzia e l'ironia e mi aveva al contempo fatto cadere le braccia per l'ultima parte del suo commento.

    > rispondi a @lucifersam
  • fausto folagra 12/01/2011 ore 16:48

    rainn: volevo solo dire che il teorema disco bello= persona stupenda e disco brutto= persona di merda è una cagata...



    sono convinto come dici tu che scoprire la bellezza in una persona sia un privilegio che non tutti ricevono o sanno ricevere, parole sante!
    Ma sono parole che rafforzano la mia tesi anzichè indebolirla! possiamo stare qui giorni a parlar bene o male del disco di beatrice e di chiunque altro, ma nessuno di noi si può permettere di dire che è una persona brutta, basandosi su un disco o su un intervista di youtube, perchè questo sì è banale e superficiale!

    non voglio filosofeggiare, parlare del concetto di arte, di bellezza, di ispirazione, sono cose più grandi di me su cui non voglio scervellarmi...
    il mio primo intervento voleva solo creare un confronto con bellapennoi, che mi aveva colpito per l'arguzia e l'ironia e mi aveva al contempo fatto cadere le braccia per l'ultima parte del suo commento.

    > rispondi a @lucifersam
  • g. m. 12/01/2011 ore 19:49

    Un attimo, io (ormai l'avrete capito eheheh...) ho opinioni un po' diverse dalle vostre:
    per prima cosa non credo che


    Credo sia una capacità umana, semplicemente umana: la sensibilità.
    Certamente c'è chi poi la manda a puttane, in tanti modi più o meno evidenti.
    Ma se così non fosse dovremmo pensare che Dio o chi per lui fornisce alcuni di sensibilità, intelligenza, profondità (in una parola, dell'umanità) e altri invece no.
    Questo è, in una parola, razzismo.

    In secondo luogo credo che

    non sia "filosofeggiare" ma sia l'unica cosa che sarebbe il caso continuare a cercare di fare in un forum come questo:
    cercare di far emergere dalle opinioni di tutti, dal confronto, dalle diverse realtà ed esperienze, cosa si intende per arte, per bellezza.
    Credo quindi non siano

    ma invece cose che riguardano noi, come artisti, come amanti dell'arte, come persone.
    E quindi anche chiedersi da dove crediamo che arrivino, e cosa pensiamo che siano, l'arte e la bellezza, è parte del discorso.

    Io, personalmente, non credo sia il caso di tirare in ballo l'ispirazione; divina o meno che sia, il senso è uno solo: saremmo "ispirati", ci sarebbe in qualche modo fatto dono dello "spirito" dell'arte, della bellezza.

    Io la vedo diversamente.
    Cito a memoria un caro amico:
    "Non c'è un metodo preciso con cui compongo le mie canzoni. Io sto con le persone, vivo le mie esperienze, e poi da quelle qualcosa nasce".
    "Creatività", in una parola.
    L'opposto di "ispirazione".

    (E così riapro la questione sulle "belle" e "brutte" persone: avendo dato esempio di una persona bella perchè creativa. Al contrario, ce ne sono di brutte, che magari compongono canzoni, girano film, scrivono romanzi, ma non sono creative. Sono distruttive.
    Di cosa?
    Degli altri.

    Si potrebbe parlarne per ore, lo so.
    Beh, facciamolo! ;-) )

    > rispondi a @bellapennoi
  • rainn 12/01/2011 ore 21:11

    bellapennoi mi sa che abbiamo ognuno un'opinione diversa.
    per esempio io credo che creatività e ispirazione siano due cose diverse ma non opposte.
    l'ispirazione è qualcosa di molto più rarefatto e fragile, la creatività invece è qualcosa di più concreto applicabile a qualsiasi campo e di solito collegata ad uno scopo preciso. per esempio per affinare la propria creatività esistono delle tecniche, l'ispirazione invece ce l'hai o non ce l'hai (il famoso blocco dello scrittore).

    l'ispirazione secondo me è strettamente legata con la bellezza, e spesso con l'"inutilità pratica delle cose", la creatività invece nel trovare qualcosa di nuovo, inusuale, rispetto a quello che c'è già stato. ma nell'arte non basta la novità, ci vuole anche la bellezza, per cui le due cose vanno di pari passo. pensiamo ai radiohead, l'uso dell'effettistica e della musica elettronica è molto creativo (penso alla batteria di videotape), ma le loro canzoni, il mood e la sensazione che trasmettono deriva dall'ispirazione (sempre videotape, possiamo anche togliere la batteria rimane comunque una bella canzone).




    sulla questione della sensibilità, non è affatto vero che siamo tutti dotati di sensibilità. o almeno di abbastanza sensibilità da poter vedere e creare bellezza (per sensibilità non intendo certo commuoversi davanti alla visione di un cucciolo oppure fare beneficenza).
    ogni essere umano ha le sue caratteristiche (che in parte derivano dal dna e in parte dell'ambiente in cui cresciamo e dalle esperienze che facciamo).
    non c'entra proprio niente il razzismo e neanche dio o chi per lui.
    semplicemente non nasciamo tutti uguali, c'è chi eccelle nella corsa (tipo bolt) eppure tutti sappiamo correre. è proprio questo il bello, siamo tutti diversi e ognuno ha le sue caratteristiche. c'è chi ha senso dell'umorismo, chi no. chi senso del ritmo, chi completamente non coordinato nei movimenti. c'è chi invece non ha particolari doti musicali eppure facendo degli studi riesce lo stesso ad arrivare a buoni risultati.
    poi la sensibilità, come tutti gli aspetti del carattere e della sfera intellettuale, si sviluppano in base al vissuto, all'esperienza.


    sì è una cagata, perché può esserci anche la variante persona bella=disco di merda :)
    secondo me non può esistere persona di merda=disco bello. perché per me le persone di merda sono le persone banali, prepotenti e con un raggio di visione che non va aldilà del proprio naso. e come fanno questo persone a creare qualcosa in grado di "toccare" gli altri? è impossibile.
    per cui se la antolini ha fatto un brutto disco non è una persona di merda (però se dice che solo lei ha diritto di esprimere sè stessa attraverso la musica solo perché è in possesso di un diploma di conservatorio, un po' prepotente e megalomane lo è, ma qui sto giudicando la persona in base alle sue affermazioni).

    > rispondi a @rainn
  • geordieecho 05/04/2011 ore 17:40

    Ragazzi, non si regge questa discussione!
    è una persona di merda è una bella persona.
    e tutti a dire "io la conosco", "io l'ho vista" con un po' di compiacimento. è un personaggio! alcuni la odiano, altri la sopportano, altri la idolatrano, altri non sanno manco chi è.
    Qui si vengono a leggere recensioni. Se poi un disco piace o non piace si dovrebbero addurre motivazioni un po' più profonde di "non parla bene l'inglese"..se è per questo molti cantautori italiani non cantano bene in italiano, forti sono le infulenze dialiettali, così come in molti cantanti inglesi/americani.
    Vogliamo parlare di grammatica? dai su, stiamo facendo veramente discorsi che non hanno senso.
    Un disco va ascoltato nel suo insieme.
    Può piacere o non piacere.
    Con tutte le variabili del caso in cui interviene il critico esperto che dovrebbe illustrare perché questo disco può o non può essere considerato valido.
    Il resto sono inutili bla bla lapidari che servono a non far crescere più niente.

    geordie

    per il resto a me la musica di Tetamona piace un sacco!!!:]

    > rispondi a @geordieecho
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