Public Oracolo 2010 -

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I critici, quelli bravi, direbbero che "Oracolo" é un po' come il vino: per apprezzarlo a fondo, una volta versato nel calice, bisogna farlo decantare, ché ascoltarlo subito più e più volte di seguito non regala alcuna soddisfazione. Di più: é quasi impossibile coglierne le sfumature se non ci si sofferma con attenzione... e le sfumature, converrete con me, sono spesso più importanti della ciccia!

Perché si tratta di un disco denso, che si svela ai sensi solo se si ha la pazienza e la voglia di concedergli più di una possibilità. Potrebbe apparire retorica come affermazione, ma le continue sollecitazioni che caratterizzano il quotidiano spesso rischiano di compromettere il nostro giudizio sull'onda di affrettate conclusioni. "Oracolo" é denso perché rappresenta Innanzitutto un punto di svolta: non é solo l'album che inaugura l'etichetta voluta da Fabio De Min (Non Voglio Che Clara), il quale si incarica anche della produzione artistica, ma é per la band, guidata dall'inossidabile Paolo Beraldo (già nei Northpole), una vera e propria ripartenza dopo l'esordio di qualche anno fa.

Il risultato sono 11 canzoni che raccontano di questa vita, mantenendo il solito punto d'osservazione privilegiato sul mondo, quello della provincia veneta. La dote del songwriting non é una qualità che in molti possono vantare e oggi, nel piccolo mondo degli indipendenti, a volte si perdono di vista bravi cantautori la cui sfida sta proprio nel ricercare un approccio inedito con la tradizione. "Oracolo" percorre questa strada, ricordando non a caso certe soluzioni del Marco Parente agli inizi della carriera, e Beraldo, in aggiunta, continua ad infondere il suo spleen in maniera sempre più raffinata. Le storie sono quelle di sempre, ma stavolta arrangiamenti ricercati (l'universo musicale di riferimento non é più solo rock, anzi…) e una produzione da manuale lo rendono un disco finalmente all'altezza delle tante opere sul genere pubblicate nell'anno in corso.

Lo spleen, dicevamo, questo ingrediente che sfugge puntualmente alla dimensione materiale ma che serpreggia in ogni canzone di "Oracolo" e le rende, a suo modo, un corpo unico. Che si canti di solitudine ("Notte caleidoscopica") o di una svolta ("Massacrarsi fino a perdere i sensi"), piuttosto che di bellezza ("In questo incanto") o delle svariate forme dell' amore ("Canto per scongiurare", "Tra gli amici", "Un'altra idea"), Beraldo ha l'incredibile capacità di mantenere legato l'insieme, coinvolgendoti nell'ascolto come sa fare ad esempio il Benvegnù migliore (un altro autore a cui quest'opera si avvicina per ispirazione).

Dopo "Lunario" questa è la conferma di una crescita; basta solo che abbiate voglia di dedicare tempo e - perché no - ispirazione.

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La recensione Oracolo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-12-13 00:00:00

COMMENTI (12)

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  • luna 12 anni Rispondi

    E' possibile che l'allievo superi il maestro?
    non la metterei in questi termini. Beraldo e De Min hanno storie musicali indipendenti, l'uno più comunicatore, l'altro più compositore. Io non so quanto abbia effettivamente influito de min nella registrazione, bisognerebbe chiederlo a loro, ma conoscendo la personalità di paolo trovo difficile pensare che sia qualcun altro a decidere ogni dettaglio.

  • romand 12 anni Rispondi

    E' possibile che l'allievo superi il maestro? Venerdì ero a Botticino a vedere tra gli altri i Non voglio che Clara (oltre a Vincenzo Fasano e Nada con Fausto Mesolella degli Avion Travel- un vero mostro sacro con la chitarra!!!). All'uscita era in vendita tra le altre il disco dei Public. L'ho comprato per sfizio, giusto per avere un po' di compagnia nel viaggio di ritorno, ma senza particolari aspettative. Fin dalle prime note invece sono rimasto folgorato dalle sonorità piene, dai testi accattivanti, dai continui rimandi al pop, al rock, al cantautorato di qualità. Veramente bravi 'sti Public. Meritano di essere ascoltati con attenzione. Spero abbiano molta visibilità...:):):):)

  • trevisan60 12 anni Rispondi

    un disco eccezionale per complessità e varietà, recensione azzeccata.
    avrei dato al tutto altra visibilità sul sito visti i requisiti ma va bene comunque,
    l'importante è che l"oracolo" sia nella mia discoteca.

  • estremo1980 12 anni Rispondi

    Grandissimi i Public!!Il disco bello di una bellezza semplice ma disarmante!!

    Li vogliamo al MI AMI a Giugno!!!Se lo meriterebbero davvero!!!

  • jackkapla 12 anni Rispondi

    Veramente un bel disco. Lo ascolterò con più attenzione.

  • faustiko 12 anni Rispondi

    Sì, é esattamente quello che ho cercato di sottolineare... e a volte sembra retorico, ma ci sono dischi che meritano più attenzioni di altri...

  • luna 12 anni Rispondi

    lasciatemi fare un paio di considerazioni:

    - l' apparente semplicità dei brani nasconde una miriade di piccole evocazioni, rimandi, citazioni; quello che spiazza è la libertà con cui questi vari elementi vengono amalgamati insieme creando a mio parere un risultato davvero originale. qui dentro c'è la new wave e il northern soul, il pop e la musica colta, il cantautorato e il punk!

    - premettendo che adoravo i northpole, trovo che anche paolo abbia maturato uno stile di scrittura
    molto personale e riconoscibile, con testi anche qui apparentemente semplici nella scelta del lessico ma che si aprono ascolto dopo ascolto a varie letture.. non mi stupirebbe, anche questa volta, come già successo con i np, se le canzoni venissero scoperte alla "distanza".

    ciao

  • manuitchezmaud 12 anni Rispondi

    giusta considerazione di Fausto sull'effetto d'insieme.
    del caleidoscopio che usavamo da bambini tiene l'effetto di meraviglia ad ogni giro del tubo: combinazioni, cioè canzoni, colorate e sempre diverse, procedendo negli ascolti.
    da gustare nel tempo.

  • acty 12 anni Rispondi

    a primo ascolto (che vale sempre qualcosa) sembrerebbe bello

  • macnamara 12 anni Rispondi

    Un bellissimo disco, da abbinare ad un buonissimo calice di vino.

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