16/11/2010

Il gruppo si chiama Hiroscimmia e viene da Matera. Il disco è in custodia dvd e si intitola "Tutti i cani sono figli di puttani". Un concept sul mondo canino, in cui i quadrupedi sono osservati dal punto di vista degli uomini e viceversa. L'approccio è ovviamente ironico, surreale, in cerca di un difficile punto d'incontro tra intellettualismo e puro non-sense. Percorrendo questa strada, gli Hiroscimmia decidono di mirare alto: ecco allora 41 tracce per 74 minuti di musica. Una scelta azzardata e coraggiosa, ma anche suicida. Perché avanzando nell'ascolto anche le intuizioni più spiazzanti e divertenti diventano scontate e noiose. Nelle prime dieci tracce ci si sorprende, nelle seconde dieci ci si diverte per le cazzate e i rimandi più o meno colti. Si arriva così a metà, pienamente soddisfatti. Peccato che manchino ancora venti tracce. Che saranno anche brevi e simpatiche, ma sono di fatto esatta copia di quelle che le hanno precedute. Ogni discorso su musiche e testi, finisce così per lasciare spazio a considerazioni di tutt'altro stampo, che si concentrano innanzitutto sull'ego di chi compone e suona. Perché quando è il momento di tirare le somme, il tutto puzza lontano un miglio di autoreferenzialità. Ci sono molto trovate interessanti, alcune addirittura geniali, ma manca totalmente la componente pop, quella che spinge ad alzare lo sguardo dal proprio ombelico. In questo si misura la differenza – ad esempio – con i Piet Mondrian, a loro volta autori di un disco freddo, intellettualoide e "teorico", ma forti della consapevolezza che fuori dallo studio di registrazione ci sono persone da raggiungere. Magari anche da prendere a schiaffi, ma innanzitutto da raggiungere. In questo caso, invece, si è di fronte a una scelta: o ci si affida ciecamente a quello che esce dalle casse, oppure si viene respinti. Di fatto, gli Hiroscimmia non chiedono di essere ascoltati. Chiedono piuttosto un atto di fede. Se vi affidate totalmente a loro, avrete 74 minuti folli e probabilmente troverete questo disco un capolavoro. In caso contrario, arriverete esausti alla traccia numero 41.

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