23/09/2001

Non ci era sfuggito il cd firmato da questa (big)band romana, ma il tempo tiranno e le continue uscite hanno fatto sì che la pubblicazione della recensione si protraesse giorno dopo giorno. Per fortuna già un’intervista su queste stesse pagine ha dato il giusto spazio (e gli giusti meriti) ad una formazione che crediamo sia capace di proporre, nel suo genere, le soluzioni musicali più ‘fresche’ del momento. Certo si potrà obiettare che “Sulla strada” non presenti spunti originali, ma sotto l’aspetto compositivo, e degli arrangiamenti, siamo a livelli invidiabili.

14 pezzi in tutto dove si pesca a piene mani dalla tradizione cantautorale italiana (vengono in mente i nomi di Conte, Capossela, Gianmaria Testa) e anche da gruppi come Quintorigo, Mau Mau, Fratelli di Soledad, Bandabardò, Modena City Ramblers e via discorrendo. Ma sia chiaro: non si tratta di pedissequa (s)copia(zza)tura, bensì di brani che si caratterizzano proprio per essere, uno per uno, frutto della cifra stilistica di questo ensemble.

Non c’è comunque solo musica in questo cd; ci sono, infatti, anche storie e posti raccontate dal vocalist Andrea Camerini, bravissimo interprete che sa come usare il proprio strumento, troppo spesso considerato un semplice ‘accessorio’ nella maggior parte della band della Penisola. Diventa perciò quasi scontato scrivere che le/i Nuove Tribù Zulu possano essere considerati dei cantastorie capaci di fare breccia nel nostro cuore e nella nostra anima con la sola arma della semplicità.

Il consiglio spassionato è anche di vederli in concerto, situazione dove i musicisti si trovano perfettamente a proprio agio; ciò senza nulla togliere al cd di cui si è appena scritto, proprio perché anche sul supporto digitale i nostri sanno riportare la stessa energia sprigionata nei live.

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