10/12/2010

Tra cameretta e cyberspazio, campi stellari e campionamenti, la misura infinita di un viaggio minimale attraverso l'elettronica con consapevolezza e stile low-fi, girando attorno alla tecnologia e assorbendone l'essenza ritmica. Come in vecchi film di fantascienza, l'ascolto di "Unknown language" è un percorso tra circuiti e realtà future, midi e laptop, videogames e profondità inesplorate, dove ogni brano si riproduce in suoni ed effetti molteplici fino ad arrivare a un'ora di musica, mai immediata ma coinvolgente e curata, sintetica come cibo per robot eppure comunicativa e capace di generare emozioni distinte nella materia metallica in cui si muove. Fabio Battistetti, produttore, dj e sperimentatore, prende in prestito il nome del primo computer elettronico e come questo riesce a riempire un'intera stanza, con complessi calcoli sonori e visioni siderali sulle pareti, nella misura infinita di un viaggio introspettivo in loop.

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La recensione Eniac - Recensione - Unknown language di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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