Gionata In nove mosse 2010 -

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"In nove mosse" è il quarto album di Gionata ed è una delusione. Il cantautore pop della Svizzera italiana realizza infatti un disco in cui rinuncia a tutto ciò che fin qui l'aveva reso unico e interessante. Persa la freschezza degli arrangiamenti, persa la genialità dei testi. Ciò che resta è un album discreto, senza infamia e senza lode, che parte malissimo per poi riprendersi, pur senza riuscire mai a raggiungere davvero il centro del bersaglio. I primi tre brani sono probabilmente i peggiori. "Happy Boy" è un incipit che non colpisce e contiene un'incomprensibile voce femminile a invadere con cori fuori luogo, primo segnale di una produzione tutt'altro che esente da colpe. "Le cose facili" ha arrangiamento e testi da riempitivo di un disco pop venuto male ("Il mistero che mi spinge a stare sempre intorno a te, che sei strega di città, che sei vergine a metà"). "Tu Vali!" è forse il passaggio più emblematico del disco: un'elettronica tamarra, sostenuta nel finale da una chitarra senza senso e un testo che parte da un buono spunto iniziale (il partito della bellezza, intesa come bellezza artificiale figlia di plastiche) ma non riesce poi a svilupparsi. Spiace accanirsi, ma "In nove mosse" suona davvero come un'occasione sprecata. Dal quarto pezzo in avanti, il disco migliora: "Di più" segna probabilmente il punto più alto del disco per coerenza e organicità di musiche, testi e arrangiamenti e "Lola" ha un suo perché, per quanto davvero molto vicina a Max Gazzè. Troppo poco, però. Non c'è traccia dei guizzi che Gionata ha dimostrato in passato di saper donare ai propri pezzi. Mi riferisco in particolare a "Si può essere un'alba" (Eclectic Circus, 2007), che conteneva almeno una manciata di canzoni pop perfette e intelligenti (e testi che inchiodavano per precisione ed efficacia), ma anche a "Daytona" (Hansia Records, 2008), meno diretto e compiuto, ma comunque interessante. Al termine dell'ascolto di "In nove mosse", invece, resta poco, se non la sensazione di un disco interlocutorio, con poco nerbo e ancor meno forza.

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La recensione In nove mosse di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-01-19 00:00:00

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