Noblise s.t. 2001 - Rock, Grunge

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Leggo dalla nota biografica: “I Noblise non nascono come esecutori di cover, ma con l’intento di entrare nel panorama musicale con qualità (forse non tecniche) ma personali, creative e innovative.
Non voglio stare qui a disquisire sulla correttezza formale dello scritto (fate occhio all’italiano, però), ma voglio incentrare la mia attenzione su quei tre piccoli aggettivi che concludono la frase (ridondante) che ho copiato.

Spero che sia una meta, quel connubio di termini, e non un traguardo raggiunto o una vostra convinzione attuale, perché, stando a sentire questo demo di nove canzoni, si rimane sinceramente “tranquilli”. Non bastano gli urli, le distorsioni alla Smashing Pumpkins, i fraseggi alla Nirvana e le ventate di cantato italiano, a creare una personalità. L’influenza grunge e crossover è ancora forte, il tentativo di scrivere testi impegnati riesce a scatti, e i fantasmi dei vostri beniamini si ripercuotono e si presentano inquietanti in questi nove pezzi.

Da segnalare poche cose: “Sono io”, eclettica con tutte le restrizioni del caso e comunque di buon impatto, “Amnesie”, un po’ scontata ma efficace e “Sonny”, la canzone più ‘creativa’ del demo.

Il resto è solito crossover con venature di solito grunge, che possono anche essere di moda, ma restano il solito carrozzone dove si vedono solo facce uguali: che ascoltano e suonano le stesse cose, e forse senza neanche forme diverse.

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La recensione s.t. di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-09-30 00:00:00

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