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RECENSIONE
01/10/2001 di Stefano 'Nano' Biondi

Coloratissime bolle pop (“Yuriko has come to Town”, “The Blank”, “Baby May B./Like the Wine”) che vibrano nello spazio trascinandosi echi di Beatles, Magazine e Blur; sparsi nel disco (“Just Do It Michael”, “What’s the Problem”) brandelli della new-wave più asettica e glaciale (gli Ultravox di Midge Ure?). E e a rendere la torta più succulenta, qualche graziosa melodia kitsch che fa sempre tendenza.

Funziona, funziona a dovere “Feel the blank”, anche nei momenti più banali, quando i Nostri fanno il verso ai Lunapop di Cesare Cremonini (si chiama così?), generando panico e terrore nel sottoscritto; non temete, è pura apparenza, i punti in comune sono davvero pochi (…fiuuuuuuuu) .

Semplicità e originalità sono di casa sul pianeta Mark Zonda, lontano anni luce dall’assordante crossover che domina incontrastato le classifiche di mezzo mondo - una formula tanto antica quanto efficace.

Manca forse il singolo, quel famoso super-pezzo che in tutti gli album pop che si rispettino manda in orbita l’ascoltatore; poco male, resta alla fine la sensazione di avere ascoltato un disco piacevole e… attenti ai Lunapop, sono sempre in agguato!

Tracklist

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