L'amo L'amo 2011 - Rock, Pop

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Prendi i New Order che sorseggiano aranciate amare coi Black Flag in un bar vista mare sul golfo di Napoli. Oppure i Fugazi intrippati sotto luci stroboscopiche mentre il dj suona i Nervous Gender. Post-synth-punk-disco. C'è veramente tante carne al fuoco in questo piccolo 3'' dei L'Amo. Dalla Campania con furore e fuori per la neonata Fallodischi. C'è il gusto punk per la compressione sonora e l'attitudine outrageos nel titolare dei pezzi "Sulla svirilizzazione di Quagliarella" e "Dura la vita del superdotato". E ci sono i synth che quando partono mischiano le carte in tavola e trasformano il pogo in rito danzereccio per so-many-cool people. I L'Amo sono in tre: batteria, synth e chitarra. Volendo trovare somiglianze e paragoni nell'orticello musicale nostrano, viene da pensare ai Sick Tamburo, ma con molta più sporcizia e meno brillantina a pettinare i suoni. E soprattutto con meno taglio wave. Pertanto forse anche questo paragone è sballato. La verità è che di roba così fresh&punch in giro non se ne sentiva da un bel po'. E che, di questo suono, così volutamente lo-fi e allo stesso tempo capace di prenderti a calci nello sterno, me ne sono innamorato alla follia. Perciò lasciate perdere questo triste tentativo didascalico di spiegarvi come suonano i L'Amo, e ascoltatevi le tracce del player. Me ne verrete a chieder conto.

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La recensione L'amo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-03-11 00:00:00

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