10/01/2011

E così sono tornati i Verdena. Come se fossero andati da qualche parte, poi. Invero rintanati in un esilio pressochè eremitico volontario genetico ai piedi delle montagne. Valle Luio, Bergamo. Che su certe montagne ricordiamolo si nascondevano i partigiani che lottavan per la libertà, e allora guardiamola così, metaforicamente e romanticamente: rifiutare il mondo, resistere nel suono. Perchè romantica è l'idea che i Verdena per la terza volta abbiano registrato un disco (doppio!) in analogico dentro ad un fu pollaio, un piccolo casolare indipendente incastrato in una manciata di case, al cui fianco è parcheggiato il furgone rosso con cui è dai tempi dell'esordio "Verdena" (1999!) che i Verdena fanno tour e con cui i Verdena vogliono – motore scassato permettendo – portare in giro anche questo nuovo bellissimo maestoso "Wow". Titolo palindromo, onomatopeico, naif, entusiasta, semplice. Suono. Perchè come cantavano i Casino Royale "in pratica la pratica è un suono (suono suono suono)". Che poi proseguivano: "I can't get no sleep", non riesco a dormire. E sembra un curioso corto circuito maledetto. Perchè c'è sulle spalle di questi tre anni un peso che è l'opposto della leggiadria cristallina con cui è stato scritto questo disco. Gli attimi in cui quadri appesi alle pareti si trasformano in occhi venati di sangue, i divani in labbra fameliche e bavose, e le pareti si piegano come d'inferno verso l'interno dove tu, piccolo e stupido mostriciattolo umano, ti senti braccato e per niente al sicuro. Da poco dopo il tour di "Requiem" (2007), l'album stoner che ha diviso, la vita ha preso pieghe inaspettate e beffarde: rotti registratore chitarra e soprattutto hard disk con nove mesi di missaggio, liquidato lo storico manager che aveva procacciato loro il primo (e tutt'ora esistente) contratto discografico, Alberto è diventato papà, Roberta ha fatto la cameriera in un pub, qualche problema di soldi per campare... Poteva uccidere chiunque. Ma non se la musica è la tua vita. Non se lo è in questa maniera così pura e fondamentale. E così, belli come nel quadro "I musicisti" di Caravaggio, un po' persi un po' incantati un po' sporchi dentro l'intensità di un vivere pieno sotto lo scacco di una pozione magica.

"WOW". Stropicciate le vostre ciglia rock, questo doppio album è un capolavoro assoluto.
Alberto che scrive (e suona) al piano, più che alla chitarra. Luca che partecipa in maniera più profonda alla scrittura. Roberta che si trasforma anche in manager. Una cascata di synth. La voce dentro rispetto agli altri strumenti, la batteria forte. Take tenute buone nonostante la sporcizia (voci rubate, rumori d'ambiente, piccole imprecisioni), anzi forse buone anche per questo. Cori che partono dalla lezione dei Beach Boys per rimodularsi dentro un magma psichedelico che può esorcizzarsi in una chitarra acustica o in uno schiaffo stoner. L'esempio dei Flaming Lips come Alice nel paese delle meraviglie. L'idea radicata che la musica sia l'esatto opposto del machismo e della sporcizia sociale che sta alla base del lusso. Il grunge. Kurt Cobain e i Nirvana. L'overture dolcissima di "Scegli me" e la chiusura malinconica di "Lei disse", che sono come titoli d'apertura e chiusura. Un brano che si chiama "Loniterp" perchè assomiglia agli Interpol e contiene citazioni al "White Album" dei Beatles e "Sympathy For The Devil" dei Rolling Stones. Il mondo misterioso e affascinante del silenzioso Luca in "12,5", le medicine, e "Le scarpe volanti". Le cicche. Le birre. I giunti. I testi che sono una cascata di immagini che sono esse stesse suono. Cristi che sanguinano appesi alle pareti da sconosciuti. Le fiamme dell'inferno. I mostri del passato.

Prendetevi tempo, dategli tempo.
Un disco di calore respiri brividi. Denso pieno tracotante di roba. Come se un fiore chiuso per tre lunghi inverni decidesse tutto un tratto di sbocciare tre estati assieme. 27 tracce. Brani brevi, mai tirati per le lunghe. Si dice che la Universal c'abbia messo tre mesi a dare un parere, e diciamo che si può anche capire... "WOW" è completamente diverso dal passato, è il taglio della tela inaspettato e stupefacente. Ora, grattuggiate dalle pareti attimi momenti schegge, ha ansia di farsi sentire. E' un altro mondo che si incontra con questo mondo. Ed è semplicemente bellissimo. Perchè, semplicemente , i Verdena sono la più pura la più musicale e... ora possiamo davvero dirlo: la band rock italiana contemporanea più importante.

Commenti (133)

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  • Collettivo Ginsberg 15/03/2011 ore 21:19 @collettivoginsberg

    gran bel cammino quello dei verdena ... complimenti, grande crescita musicale (secondo me!).

  • Marco Biasio 06/06/2011 ore 22:48 @bisius

    Un po' confusionario, caciarone a tratti. Però ha anche dei gran bei pezzi, soprattutto nel secondo disco. Mi piace la svolta "solare" e psych-pop - che li fa assomigliare sempre meno a delle copie tricolori dei Motorpsycho -, mentre apprezzo verticalmente meno i testi, ammassi di parole senza consequenzialità logica. Facessero dischi strumentali attirerebbero anche maggiormente la mia attenzione.

  • ariannasica 10/02/2013 ore 15:31 @ariannasica

    Immensi

  • Mirko Viscuso 24/03/2013 ore 20:16 @IL.VILE.MK

    Sono 2 anni che ascolto questo disco, FENOMENALE.

  • Lorenzo Casavecchia 04/09/2015 ore 16:05 @lorenzo79

    Io l'ho ascoltato una volta sola quando uscì..e poi non piu di poco tempo fa, ma stavolta per capire...xche io su sti verdena non capisco troppe cose sul xche tutti i siti nelle recensioni li elogino in modo quasi imbarazzante, usando sempre le stesse parole e conclusioni, talmente pompati dagli addetti ai lavori che l'hype viene molto da li. Perche chi scrive la recensione sembra che parli ai loro fan..ma nessun lato negativo? Mah....io dico solo che su 5 concerti ne azzeccano due xche il frontman è sociopatico o strafatto e abbandona il palco e vuole suonare coi gain appalla (per me dimostra che non sei un artista..e mai piu vorrò rivederti live, ma siamo in italia..), riguardo i testi in una recensione addirittura ho letto "hanno inventato uno stile linguistico" quando invece sappiamo che se ne fregano solo e non ci tentano nemmeno (tanto li elogiano cmq!) mettono parole a caso che poi magari i fan imparano e cantano! (l'arte è espressione, non presa x il culo, se n hai niente da comunicare a parole fai dischi strumentali..! Te li compreranno ancora?) Ciò influisce sul mio giudizio..le melodie sono disegnate sulla sua voce..ma non ha la capacità di usarla come uno strumento quindi la supereffetta..dicendo parole a caso ma nella mia lingua purtroppo...inoltre in tutto il disco la voce è troppo dentro..non si capisce cosa dice e le frequenze di missaggio e il massiccio estremo ridondante utilizzo di synth e mellotron dopo 5 o 6 pezzi ti spingono a chiederti "carino che fai le prove e a giochi con tutti gli effetti del mondo x cercare di creare un paesaggio sonoro , un audiovisivo senza il visivo, maaa??? delle canzoni poi poco si capisce..e il mio orecchio a tal condizioni si infastidisce!" Idee buone ma per godertelo puoi solo sbatterti sul divano dopo che ti sei fatto una canna (meglio tre).lui bravissimo, tutto il percorso che ha fatto,tanto di cappello, per carità, ho i dischi, i migliori sono il primo e il samurai..questo ci devi mettere proprio un approccio da colonna sonora , puoi salvare 6 pezzi (su 27 !!!!) -è palloso e sconscluzionato..Lavoro presuntuoso come lo è lui.non è la miglior band italiana di ora..è solo la piu coraggiosa xche se ne fotte e incide cio che vuole..piace x quello..ma neanche in una recensione ho letto nessun accenno a tutti questi lati deboli...che cazzo di recensioni sono allora? Fate i panettieri o i critici musicali? Cmq...non ce l ho con rockit..tutti..endkadenz è missato meglio e ci sono piu le canzoni..wow è il gioco di alberto. Che sperimenta tante cose troppe e spesso male..ma in italia solo lui lo fa..e forse ci sarà anche un motivo !!;)..i giovani non sentono il rock come nei 90..i gusti s.cambiati..ma poi come altre band non hanno chissa che concorrenti!! W i rock e w i confronti cmq

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