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RECENSIONE
14/01/2011

E' difficile dire se i S.U.S. (Succede una sega) siano una band demenziale o una punk band incazzata nera, tanti sono gli spunti riconoscibili nel loro "Il cavallo di Troia". I titoli ("Uovo alla coque", "Dance", "Rimpiango l'utero") ci preparano all'ascolto di un Bugo allucinato, momentaneamente adottato dalle Storie Tese; "Succede una sega" è il grido disperato-punk a cui ci avevano abituati gli Skiantos, contenente dirette citazioni dei CCCP, mentre "Digging for birds" si muove in una free form che rimanda direttamente al Frank Zappa degli anni '0 o, se preferite, i Primus senza il genio di Les Claypoll (ma sarebbe onestamente chiedere troppo); "Gli errori di Copernico", è figlia delle tipiche disquisizioni sull'universo di Franco Battiato, padrino anche dello strano arrangiamento di "Rimpiango l'utero", partitura per batteria, voce e rumori industriali.

La prima parte del disco sfiora spesso il demenziale "impegnato", messaggi forti (anche se già noti) affidati a giochi di parole e metafore più o meno ardite assegnate al declamare del cantante diviso tra Giovanni Lindo Ferretti e il bel canto all'italiana. La seconda parte del disco si perde in alcune lungaggini evitabili, penalizzate da arrangiamenti spesso ostici e francamente poco godibili. In conclusione uno strano prodotto di diverse spinte della stessa scuola ma tutte molto diverse tra loro, dove ancora regna il caos di chi non sa staccarsi dai propri modelli, ma di sicuro valore e onestà intellettuale. Per la prossima volta si consiglia un pizzico di ironia in più o l'abbandonarsi alla follia totale.

Tracklist

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Commenti (4)
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  • Visioni Di Cody 15/01/2011 ore 06:18

    Grandissimi SUS invece, noi siamo fan!!

    > rispondi a @visionidicody
  • Hias 15/01/2011 ore 13:32

    Mi stropiccio gli occhi! Ma è mai possibile che solo leggendo un nome uno debba decidere che una band è demenziale?
    Tuttavia il mio pezzo preferito è il finale, perchè ti ricorda che in Italia abbiamo solo due possibilità: "[...]un pizzico di ironia in più[...]" (ci prendiamo sempre troppo sul serio, lo dice anche Signorini) o "[...]l'abbandonarsi alla follia totale[...]" rinunciando in partenza a ogni finalità artistica in nome di sballo, divertimento e zero pensiero, che in fondo è proprio quello che serve nel nostro disastrato paese. Bravi.

    > rispondi a @hias
  • Otis 17/01/2011 ore 14:23

    Il nome è stimabile !

    > rispondi a @otissimoncini
  • stefanoise 18/01/2011 ore 00:44

    tu porti una maschera...

    > rispondi a @stefanoise
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