09/10/2001

Dopo aver ascoltato e riascoltato questo secondo lavoro omonimo di Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo, verrebbe da fare una battuta retorica del tipo “gli manca la parola”. Come infatti molti di voi sapranno, l’ensemble torinese è solito cimentarsi esclusivamente con i soli strumenti, senza quindi fare alcun uso ‘classico’ della voce. Sia però chiaro che la battuta non vuole sottolineare una mancanza, bensì dev’essere intesa nel modo in cui, da sempre, viene usata - indicando quindi un oggetto inanimato che, talmente bello, manca solo della parola per essere perfetto.

Detto ciò, passiamo all’analisi di un disco che segue la scia del primogenito, già all’epoca incensato come una delle migliori opere prime degli anni scorsi. Non stiamo però parlando di ‘maniera’, perché altrimenti si farebbe un torto alla creatività del terzetto. “2”, infatti, mantiene quasi inalterato il livello delle aspettative che il suo predecessore aveva generato; qui, però, all’indiscutibile matrice acustica si aggiungono piccoli fraseggi di elettronica che possano, in qualche modo, variare una ricetta che rischierebbe di diventare autoreferente col tempo.

In tutto questo vi sembrerà di associare più e più volte queste sonorità a vecchie foto ingiallite che spesso generano in voi malinconia; potere, questo, di un disco (e di una band) assolutamente fuori da ogni canone ma comunque capace di conquistare la vostra ‘anima’ - o almeno così si spera.

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