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RECENSIONE
31/03/2011

Se uno spirito nemmeno riesce a vedere la sua immagine riflessa in un specchio, la sua pelle dove può essere? E' solo quello scorcio di vita che lo tiene legato alla terra, prima di scomparire del tutto… è davvero solo questo? Bastano due parole in un titolo per immergersi nell'essenza del nuovo album del gruppo cagliaritano, basta questo ossimoro per cogliere che quelle tra corpo e spirito, anima e pelle sono diatribe affascinanti in ogni dove e in ogni quando. Le nove canzoni non sono solo filastrocche sussurrate, non sono racconti con un inizio e una fine messi in musica, né tanto meno lo potrebbero essere. Sono piuttosto confidenze intime come in un cerimoniale, sono i ricordi sbiaditi dei sogni della notte precedente quando si cerca di descrivere il vissuto del nostro spazio onirico. Ogni dettaglio in più ricordato è una conquista, perché lì non ci siamo mai stati eppure sapremmo tornarci, perché i lineamenti di quel volto sono rarefatti, ma riusciamo a ri-conoscerne ogni lembo di pelle.

Il mondo delle idee così in bilico prende forma nell'aspetto più meramente musicale dove ritmi serrati e melodie meno spigolose dialogano dando alla luce un suono grezzo come la pelle che porta su di sé le rughe dell'esperienza, ma in fondo puro proprio come lo spirito. E' così che lo studio di registrazione diventa solo un mezzo per mettere ordine nel sogno e il suono vero è preso altrove preferendo i teatri, luoghi tra realtà e finzione, al limite dell'immaterialità per eccellenza. La produzione affidata ad Andrea Viti, già bassista per gli Afterhours, insieme all'artwork di Manuele Fior, tra i più importanti illustratori europei, che con le sue linee e le sue sfumature accompagna visivamente questo percorso per arrivare al punto di congiunzione tra gli opposti, sono valori aggiunti di un album da prendere in considerazione.

Tracklist

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