07/07/2011

Ecco, a volte le confezioni bisognerebbe studiarle meglio. Già, perché la copertina dell'album degli Eco98, oltre a essere bruttissima, non spiega alcunché della musica che contiene. Peccato, perché il rock di questa band monzese, pur risultando, magari al di là delle intenzioni della stessa band, derivato da un mix quasi perfetto di tanti esempi del rock nostrano (che già è modellato su modelli esteri), ha delle frecce al suo arco mica male.

Esauriamo le influenze subito, tanto per dare modo a chi legge di orientarsi: "Salvati", title-track, potrebbe essere una outtake dei Verdena; "Nanana" è un po' Marlene Kuntz negli arpeggi; in generale c'è un retrogusto grunge in tutto il sound; si percepiscono, lontani lontani, echi di Pearl Jam e Soundgarden e, più evidenti, dei Foo Fighters.

Si tratta comunque di suggestioni e coordinate, perché gli Eco98 riescono a dar vita a un amalgama personale e corposo, che produce, oltre a una serie di brani non memorabili, almeno tre belle canzoni: la citata "Salvati", ancorché non personalissima, "Più o meno milanese", che entra in testa con facilità, e "Mantra", dal bell'airplay, grande pezzo, che può funzionare molto bene. Perché non l'ho sentito in radio? Ok, non è che io stia attaccato 24 ore su 24 alla radio, ma, se fossi un discografico, queste sono canzoni su cui punterei. A buon intenditore…

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La recensione Eco98 - Recensione - Salvati di Renzo Stefanel è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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