28/10/2001 di Mario Branciforti

Devo dire che sono rimasto un po’ spiazzato dalla riedizione di “The Album” con l’aggiunta dei due pezzi di/con Gino Paoli on the voice, per intenderci molto belli, ma con un’idea un po’ troppo televisiva, un po’ troppo marketing-oriented. Senza volerlo m’e' venuto in mente San Remo, quando dopo il festival della retorica ti ritrovi il vecchio cd con la bonus-track...

E adesso anche il live della Wonderful Crew ...ma attenzione, manca “Che cosa c’e'” ed é rigorosamente recorded with no overdubbing: il risultato é il disco perfetto per i Bluebeaters! Stavolta ci sono loro e ci siamo noi, senza televisioni o business da rispettare o accontentare.

Il suono live é per natura più roots, le valvole dei vecchi ampli anni 60 che usano i ragazzi si scaldano più che in studio e in questa configurazione qualche anno fa la Trojan records immagino li avrebbe immediatamente convocati per un ipotetico e fantastico "Train to Skaville" World Tour insieme a campioni del mondo come Desmond Dekker, Lee Perry & The Soulettes, Dennis “Ska” Campbell, Doreen Schaffer e Jackie “drop legs dance” Opel... King Size Records meets Jamaica!

E’ una gran festa... se ci fossero le immagini si vedrebbero le acrobazie di The Angelo Parpaglione con il suo skata-sax, Prince Melody, Cato, T-Bone, Ferdi e Mr. Bunna Rasta Marley, mentre Giuliano The King takes it easy ...l’idea più semplice, l’idea più giusta, che da Jamaican Boogie diventa Blues Beat e poi Ska e Rocksteady, e non é mai una moda, sempre una necessità!

"Il bello della musica é che esiste, indipendentemente da chi la fa e chi la ascolta. Il bello del suonare dal vivo é che solo in quel momento le tre parti si incontrano: La musica, chi la fa, chi l’ascolta... e allora si balla." (The King)
Le tracce nuove (solo per chi era colpevolmente assente sotto il palco!) sono bellissime e caldissime, sono classici in giallo&verde, da “Nimrod” degli Skatalites a “Here I come” di Dennis Brown, o mutazioni in levare, del migliore degli agenti speciali (“Dalla Russia con amore”) o delle pur sempre valide pietre rotolanti (“Out of times”).

Esperienza: viaggiare con “Wonderful live” che suona nel lettore éun gran piacere, sembra sempre di essere diretti verso il concerto, dal concerto, felici e contenti... e sicuri del risultato.

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La recensione The Bluebeaters - Recensione - Wonderful live di Mario Branciforti è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

Commenti (1)

  • Gabriele Cavalera 13/07/2018 ore 18:54 @gabrielecavalera.1991

    Che bello trovare una recensione (di 17 anni fa!) di un album raro e interessante come questo. L'ho scoperto ora pur essendo un fan dei Bluebeaters da tanti anni, e lo sto ascoltando per la prima volta.

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