Le sang d'Orphée Blue violet (ep) 2001 - Elettronica, Dark

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Questo quartetto romano sembra uscito proprio dalla macchina del tempo: le sonorità e le atmosfere di questo mini cd riportano, dolcemente e con leggerezza, all’età d’oro del periodo dark. Personalmente non ho mai seguito con la giusta attenzione il fenomeno, ma ascoltando questo lavoro non ho potuto fare a meno di richiamare alla mente vari nomi come Cure, Bauhaus e, perché no, anche il buon vecchio Nick Cave. Non a caso i citati artisti sono dichiarate passioni del gruppo stesso che, in maniera assolutamente originale, miscela sconfinanti atmosfere e malinconiche melodie, approciandole con quella dose di poesia tanto cara all’artista australiano.

Anche se la stessa “After the fall” viene proposta in due diverse versioni, nel cd si può apprezzare una buona capacità d’esecuzione e anche un discreto lavoro di registrazione. Apre il mini “Blue violet”, e si nota come le influenze del gruppo affiorino in un pezzo dal sapore classico, con arpeggi di chitarra pronti a seguire le strade aperte dalle tastiere. Seguono “Trustless” , quasi un pezzo new age per il piano e i tenui sottofondi , e “After the fall” (appunto in due versioni ma con la seconda sicuramente più completa ed azzeccata negli arrangiamenti).

Unico neo di questo lavoro l’approccio vocale, forse poco incisivo e poco curato. Nell’ insieme un buon viatico per il futuro, sicuramente.

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La recensione Blue violet (ep) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-10-29 00:00:00

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