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RECENSIONE
16/12/2011

È un disco contemporaneo già dal titolo, enfatico sin dalla sua accezione latina. L'annus dei Chupaconcha è il momento dell'unione tra la loro idea di funk e le sonorità del decennio scorso, trip hop su tutte.

Un'evoluzione, non discontinua rispetto al precedente "Bestia Session", che emerge da una maggiore levigatura di suoni e tensioni, resi più organici e più vicini a una composizione canonica. Dai due atti, prima selvaggi poi sinuosi, di "Subsequentium" alla levigata e oscura "Moby Strip", fino alle ultime tre tracce live, segni tangibili dell'anima da concerto del duo veronese. Un'anima che, intraprendendo un viaggio, parte dall’istinto, finendo inesorabilmente nell'universo dell'introspezione.

La stessa che in fondo cercavano Dj Shadow e Massive Attack, in un'epoca in cui le domande superavano le risposte e un mistero alimentava i miti della fantasia. Cuore, muscoli, nervi e pensiero fanno di "MMXI Annus Conchae" un disco speciale. Da godere e vivere.

Tracklist

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