04/11/2001

Andrea Volpini è un cantautore, vive a Perugia. Si è autoprodotto 11 canzoni e le ha chiuse in questo disco, come mettere 11 fotografie ad acquisire il fascino del tempo in un cassetto. Uguale. Paga un debito immenso tanto a Paolo Conte quanto al Vinicio Capossella meno schizzato. La voce di Andrea è una carezza sporca, mai sdolcinata o autocompiacente, piacevolmente retrò quello sì. Per di più accompagnata da una band che danza tra tango e swing con impeccabile senso della misura (ed eleganza). Il risultato? A tratti un incanto. Quando tutto gira senza intoppi è poesia che scorre, come l’ennesimo drink nel bicchiere, danzando sui tasti del pianoforte, quel pianoforte, tutte le note, del cuore o meno, nessuna esclusa, poesia che a volte si mette la camicia delle grandi occasioni, a volte no, per andare ad appuntamenti già perduti, ma si usa così, suona pianoforte suona, che le parole poi vengono da sole, basta guardarsi intorno nel mondo trasfigurato dai ricordi. Voilà.

Non è il mio genere musicale, ma a ben vedere questo non è il genere musicale di nessuno (forse), è qualcosa che esiste ai margini- da sempre?- una tonalità dell’anima se proprio, un genere sfuggente, definitivamente ‘passato’ se mai è esistito. Un cd piccolo così allora, questo “La camicia delle grandi occasioni” di Andrea Volpini, come le ore in fondo alla notte, colori tenui che scivolano via dalle cose e resta quel malinconico bianconero in cui, lo sapete, è bello perdersi.

Nero a chiudere.

Titoli di coda.

Applausi.

Un’altra notte è andata.

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La recensione Andrea Volpini - Recensione - La camicia delle grandi occasioni di Stefano 'Fiz' Bottura è apparsa su Rockit.it il 21/07/2019

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