Eva KantStand up and kiss2001 - Noise, Indie

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Avevo sentito parlare molto bene degli Eva Kant nella scorsa edizione di “Rock Targato Italia”, ma non perché i ragazzi avevano preso parte alla manifestazione, bensì perché si era il fatto il loro nome a proposito di band che oggi potrebbero dire qualcosa di nuovo nel panorama rock italiano. Ad essere pignoli i quattro provengono dalla Svizzera italiana, ma non crediamo sia questo particolare a farne la differenza; a sentirli, infatti, si direbbero di estrazione newyorkese e figli di una (non tanto improbabile) unione in matrimonio di due gruppi che, ieri e oggi, a livello internazionale, sono indiscussi alfieri di quel ‘noise’ che vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Stiamo parlando, rispettivamente, di Sonic Youth e Blonde Redhead, quest’ultimi già a loro modo figliocci della combriccola sonica.

Verrebbe a questo punto da pensare che i Nostri soffrano di un complesso edipico, cosa che in effetti salta all’occhio subito: la vocalist ha imparato bene la lezione delle due mamme e i comprimari sembrano aver fatto altrettanto con i papà. Messo in chiaro quest’aspetto, non si può comunque dirne male di “Stand up and kiss”, un cd che indubbiamente suona come deve suonare e i ragazzi non si vergognano delle scelte adottate per ottenere questi risultati.

Non guasterebbe, però, uno sforzo ulteriore per convincerci che sui loro documenti la cittadinanza sia effettivamente svizzera e non statunitense: solo a quel punto crediamo si possa assegnar loro il ‘primascelta’. Tuttavia, ribadisco, con questi presupposti siamo sulla strada giusta, ma solo quando i ragazzi avranno individuato il ‘quid’ che rende unica e irripetibile la loro essenza, allora potranno spiccare il volo senza paura alcuna.

Buona fortuna…

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La recensione Stand up and kiss di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-11-08 00:00:00

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