Mariposa Portobello illusioni 2001 - Cantautoriale, Lo-Fi, Folk

Primascelta!Portobello illusioni precedente precedente

Carrillon e piani sghembi, là fuori nebbie. “Mi si slacciano sempre le stringhe della vita”.

Benvenuti, accomodatevi. Che sia autunno, gioca a nostro favore: autoproduzione d’altissimo profilo da portare alla Vostra cortese attenzione.

Ricordo che i Mariposa si presentarono ospiti a Radio Rockit muniti di Rino Gaetano e Enzo Jannacci: s’allontanino quindi urlatori, menti chiuse e fanatici nu-metal (ohibò, tre sinonimi!).

I compagni di merende di Jannacci e Paolo Rossi strappati al DAMS che suonano inediti a manovella di Capossela con degli umidi Calexico sbronzi europeizzati come backing band. Ma neanche.

Tenete buono, quello sì, il Capossela più inacidito dalle parti di San Vito, ma aggiungeteci una spruzzata psichedelica (??) fatta di piano ed effetti come “Enrico IV”, (schizzi di) marcette etilizzate come “Giostra d’urto” o ballad per piano con chorus deviato come “Tutto in 40 minuti”. E pensare che non si volevano nominare canzoni. E’ che possono sembrare troppe, 16 canzoni, e forse è davvero così. Ma dentro “Illusioni” si deve bene o male entrare: si scelga la porta che si preferisce, ve ne son di varie fogge, sarete perdonati se poi qualcuna si lascerà da parte, capita anche al Vostro recensore con episodi più interlocutori come “Il topolino” o “Le parole a venire”.

Cantautorato come probabilmente può esserlo nel 2001, suonato da gente che sa suonare e che non propina la solita (ma ancora amata) salsa di schitarramenti.

E allora violini, clarinetti, sax, flauti e grandi ambientazioni. E ancora: una voce espressiva su testi visionari, giochi di luce e chiaroscuri, esempi d’istrionica poesia in cui infilarsi e adagiarsi paciuti e sorridenti…
“ho comprato un pacco di pensieri dal venditore ambulante e adesso mi sento pesante perché scadevano ieri”.
Sono una farfalla inquieta e fuori moda, i Mariposa. Intellettuale e preparata, eppure irriverente e folle. Una band capace di registrare una possente vomitata e d’infilare troppe canzoni in un album, salvo poi sbizzarrirsi con riverberi e parti strumentali da musical, pseudo-noise con bottiglie di vin rosso quale musa, una band capace di comporre struggenti ballate e poi schizzarle verso il cielo (“La sala da ballo”), di jingle da Carosello, di sopraffini arpeggi (“Nenia diffusa”) e di dar voce a pianoforti tarlati col naso tappato.

Come quelle amabili vecchie osterie, malsane e fumose ma così genuine, accoglienti e ferme nel tempo che farvi sosta diventa, a volte, necessario. A meno che non siate tipi da McDonald’s, claro, ché qui si respira vecchia Europa.

Un 'Primascelta' per chi, testa-orecchie&cuore ben curiosi, ha ancora voglia di stupirsi.

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La recensione Portobello illusioni di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-11-12 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • federico1980 12 anni Rispondi

    bello bello bello, non mi stancherò mai di ascoltarlo :):=:?